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Francia, i sindacati: nuovo sciopero il 6 giugno. Polemiche per il romanzo a sfondo erotico del ministro dell’Economia

Da una parte le mobilitazioni che non si fermano, dall’altra un esecutivo sempre più in difficoltà a livello comunicativo. Dopo le manifestazioni del primo maggio, ritenute più che riuscite con “più di 2 milioni di persone in piazza”, le organizzazioni hanno oggi rilanciato e annunciato che ci sarà una nuova giornata di sciopero il prossimo 6 giugno. Una data scelta non a caso: sarà infatti due giorni prima della presentazione all’Assemblea nazionale della proposta di legge per l’abrogazione del testo di riforma delle pensioni.

Intanto non si fermano le polemiche nei confronti del governo Macron. Dopo la ministra Marlène Schiappa apparsa sulla copertina di Playboy, è scoppiato un nuovo caso mediatico nella comunicazione del governo francese. Il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, infatti, ha fatto uscire in questi giorni un nuovo romanzo con pagine a sfondo erotico. Già protagonista di valanghe di post ironici sui social, il nuovo romanzo di Le Maire chiama in ballo il governo e la gestione della comunicazione in un momento di gravi tensioni sociali nel paese. “Fuga americana”, l’ultimo romanzo del ministro, uscito la settimana scorsa in libreria, vede al centro la figura del grande pianista Vladimir Horowitz attraverso due fratelli, Franz e Oskar Wertheimer, che vanno ad uno dei suoi concerti a Cuba. Durante il viaggio, racconta il libro, uno dei protagonisti descrive i particolari di una fortissima eccitazione sessuale in termini molto espliciti.

A creare polemica è la distanza dalle piazze e dalle manifestazioni continue. E il muro del governo di fronte alle richieste di chi protesta. Oggi i rappresentanti dell’unione intersindacale hanno posto le loro condizioni per un eventuale incontro a Matignon. Era stata la premier Elisabeth Borne ad annunciare di voler recapitare questa settimana un invito ai leader sindacali per un incontro: ogni sindacato – è stato deciso – sarà libero di non presentarsi qualora ritenesse che non ci sono le condizioni. Dopo il successo della manifestazione del primo maggio – che ha visto la partecipazione di 2,3 milioni di manifestanti in tutta la Francia secondo i sindacati e 782mila secondo la polizia – i detrattori della legge per la riforma delle pensioni non intendono rinunciare a contestarla, malgrado il provvedimento sia stato ormai promulgato, ed attendono le prossime tappe decisive.

La prima è quella, domani 3 maggio, della pronuncia del Consiglio costituzionale sull’ammissibilità del referendum di iniziativa condivisa proposto dagli esponenti della sinistra. Si tratta della seconda iniziativa di questo tipo: la prima richiesta di referendum era stata respinta perché non in linea con i criteri stabiliti dalla Costituzione. Pochi credono che il Consiglio intenda accogliere la richiesta, anche questa volta. Ad ogni modo se così fosse, bisognerebbe successivamente raccogliere le firme di un decimo degli elettori, 4,87 milioni, entro nove mesi. Durante i quali la riforma, almeno sulla carta, potrebbe comunque entrare in vigore. L’otto giugno invece, in Assemblea nazionale verrà presentata dal gruppo Liot la proposta di legge per l’abrogazione del provvedimento sul rinvio a 64 anni dell’età minima pensionabile. La proposta potrebbe avere qualche possibilità di passare se deputati Les Républicains si unissero al Nupes e al Rassemblement National. Ma anche in caso di adozione da parte dell’Assemblea nazionale, il testo dovrebbe poi passare in Senato, che ha già approvato in due occasioni la contestata riforma.

La manifestazione del primo maggio ha segnato un aumento ulteriore delle tensioni nelle piazze, con cariche e durissimi scontri. Durante il corteo di Parigi, un agente è stato colpito da una molotov: l’uomo, come ha detto Bfmtv, è ricoverato con gravi ustioni e oggi la procura di Parigi ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per tentato omicidio di un depositario dell’autorità pubblica. Secondo le cifre fornite dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, sono stati 406 i poliziotti e gendarmi feriti ieri in tutta la Francia durante le manifestazioni e più di 500 le persone fermate.