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Decreto lavoro, Cacciari: “Taglio cuneo fiscale? Non basta, servono manovre redistributive di grande peso”. Scontro con Gruber e Sallusti

Taglio del cuneo fiscale nel Decreto lavoro? Non è sufficiente. Qui occorrono risorse che non si ottengono certamente facendo ulteriore debito. Servono manovre di natura anche fiscale e redistributiva di grande peso. Di questo dovrebbero parlare anche i sindacati, questi sono i discorsi da fare seriamente e invece non li fa nessuno, né a destra né a sinistra. Anzi, quello delle tasse è il tabù per la destra e per la sinistra, ammesso che queste parole abbiano ancora un senso.”. Così, a Otto e mezzo (La7), il filosofo Massimo Cacciari commenta il Decreto lavoro ieri approvato dal Consiglio dei ministri, decreto contenente misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro.

Cacciari si rende protagonista di un’accesa polemica prima con la conduttrice, Lilli Gruber, per via di un’interruzione al suo intervento, poi col direttore di Libero, Alessandro Sallusti, che invita il filosofo a essere grato per l’operato del governo Meloni.

“Dovremmo essere qui a festeggiare e a stappare una bottiglia di champagne – afferma Sallusti – E invece stiamo qui a dire che il governo è in ritardo. Certo, è in ritardo rispetto ai 10 anni in cui ha governato la sinistra e si è occupata di transgender invece che delle buste paga dei lavoratori”.
Cacciari insorge: ” Ah, perché il centrodestra e i governi di Berlusconi hanno risolto questo problema? Ma cosa dice, Sallusti?”.
“Ma lei non è contento?”, rilancia il direttore di Libero.
“Sì, sono contento del taglio del cuneo fiscale”, risponde il filosofo.
“E allora dica grazie”, ribatte Sallusti.
“Ho detto che il taglio del cuneo fiscale non è sufficiente – ribadisce Cacciari – Ha seguito quello che ho detto, vivaddio? Occorrerebbero manovre fiscali sulle quali voi di destra in primis avete il tabù totale“.