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Madonna di Trevignano, Gisella Cardia: “Le stigmate le mostro solo a persone competenti”. Denunciato il marito: “Ha promesso miracoli per 30mila euro”

Ora è la Procura di Civitavecchia ad aver avviato un’inchiesta che possa far luce sulla realtà dei fatti

Le stigmate le mostro solo a persone competenti”. Con queste parole Gisella Cardia, la sedicente veggente di Trevignano Romano, risponde al telefono all’inviata del programma Pomeriggio Cinque, nella puntata andata in onda il 19 aprile sulla rete ammiraglia Mediaset. Nel corso dell’intervista, la donna, finita sotto l’occhio del ciclone per i suoi racconti su questi particolari fenomeni che vive, prova ha fare chiarezza sia sulle stigmate sulle sue mani che su quelle sui piedi, ferite che le compaiono in particolar modo durante l’approssimarsi della Quaresima. A confermare questi segni sul corpo sarebbero non solo diversi fedeli, ma anche un mariologo e una neurologa. La donna di origini siciliane si è sempre rifiutata di mostrale non solo davanti alle telecamere, ma anche durante le celebrazioni del terzo giorno di ogni mese nel suo paese di adozione e afferma al programma di Canale 5: “Non sono cose che si portano in televisione con leggerezza. Sono state analizzate da due medici. Io non posso andare in giro con le mani nude a far vedere quello che ho perché sono cose che vengono da Dio e bisogna averne rispetto”.

Sulle critiche che in queste ore le vengono rivolte, soprattutto sulla fine che fanno tutte le offerte che i devoti inviano all’associazione, la Cardia dichiara: “Io vivo con il lavoro di mio marito, non abbiamo case, non abbiamo ristoranti, non abbiamo nulla. Noi abbiamo solo la fede. In questo momento mi sento una martire. Non ci siamo arricchiti perché non abbiamo mai chiesto un euro. Se vuole fare qualcosa per me, faccia una preghiera”. Intanto, in attesa della prossima apparizione del 3 maggio, un’altra azione ad opera dell’investigatore privato Maurizio Cacciotti è stata inoltrata ai Carabinieri di Colleferro in cui si lascia intendere che il marito di Gisella, Gianni Cardia, procaccerebbe del denaro per la stessa missione della moglie. L’uomo, a quanto sostiene Cacciotti nella sua denuncia, avrebbe raccolto trentamila euro da una persona portata “a farlo attraverso promesse di fatti non avvenuti sempre attinenti alla detta attività miracolistica”. Di questi soldi, come si apprende, non si sa più nulla. Ora è la Procura di Civitavecchia ad aver avviato un’inchiesta che possa far luce sulla realtà dei fatti e, in particolare, se Gisella e suo marito Gianni abbiano davvero raggirato dei devoti in promesse mai mantenute in nome della Vergine Maria.