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Madonna di Trevignano, Gisella Cardia: “Sono sotto attacco di forze oscure”. E l’ex seguace rivela: “Non va a messa, non ha nulla a che vedere con Dio”

“Non so se la signora vada a messa, io sono stata anche al rosario organizzato dal vescovo"

Non finiscono di emergere nuove testimonianze sulla presunta veggente Gisella Cardia e il caso della Madonna di Trevignano Romano, balzata agli onori della cronaca per le sue lacrimazioni e apparizioni. A Mattino Cinque News, il programma Mediaset che da tempo segue il caso, una donna ha evidenziato i suoi sospetti sulla Cardia: “Gisella non ha nulla a che vedere con Dio – afferma l’ex seguace ai microfoni della trasmissione mattutina – io non ci sono più tornata da lei e conosco molte altre persone che si sono allontanate perché hanno percepito che non è una persona buona e per questo è bene starle lontano”. Non solo sulla veggente, però. Alcune perplessità le fa emergere anche sulla figura del precedente vescovo della diocesi di Civita Castellana, monsignore Rossi: “Non so se la signora vada a messa, io sono stata anche al rosario organizzato dal vescovo. Alla fine di questo rosario in parrocchia, lui prese quella Madonnina (la statuetta che secondo la Cardia versa lacrime ndr) e buttò malamente la statua all’interno del bagagliaio della macchina“.

Una situazione particolare che mette in dubbio anche lo stesso ruolo dell’ex vescovo della diocesi che, sollecitato dalle telecamere di Canale 5, non ha voluto rispondere alle domande. Intanto in un’intervista al Messaggero, Gisella Cardia afferma: “Non è piacevole essere dipinti come dei truffatori, specie quando si ha la coscienza a posto. Mi sento sotto attacco da forze oscure, poteri non identificati. Ho l’anima affranta, il cuore spezzato e se non avessi la forza della preghiera non riuscirei andare avanti”. E sulle donazioni di denaro afferma: “Fedeli, amici e tanti sconosciuti hanno preferito restare nell’anonimato e fare donazioni per lo più servite ad allestire il luogo in cui ci raduniamo a pregare, tipo panche, recinzioni e per fare tanta beneficenza. Sul resto non ci ho guadagnato soldi. Non è la mia missione e il mio interesse. Fortunatamente mio marito ha sempre lavorato e con il suo stipendio viviamo bene”. Cosa accadrà, quindi, il prossimo tre maggio? “Se gli oppositori che ci hanno creato tante difficoltà, generando cattiveria, divisioni e violenza ci permetteranno di radunarci per pregare allora il 3 maggio sarà come il 3 di ogni mese, una giornata di preghiera e di confessioni, un balsamo per le nostre anime”.