Tecnologia

Jabra: la sfida tecnologica che attende le aziende per affrontare hybrid e smart working

Luca Barbarossa, manager di Jabra, ha risposto alle nostre domande sui cambiamenti che dovranno affrontare, sopratutto in ambito tecnologico, le aziende con i nuovi modelli di lavoro

Jabra è leader nello sviluppo e nella produzione d’innovative soluzioni audio, video e di collaborazione, studiate sia per i consumatori, sia per le imprese, ed ha lavorato attivamente per produrre dispositivi adatti alla nuova quotidianità del lavoratore in smart o hybrid working.

Un esempio è la recente gamma di speaker portatili della serie Speak2 sviluppata per offrire un audio full duplex, in grado di far sì che gli interlocutori riescano a sostenere una discussione bidirezionale nella maniera più naturale possibile, senza interrompere il flusso della conversazione.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Luca Barbarossa, Regional Product Manager Sud EMEA dell’azienda danese, in merito allo smart e hybrid working e alle sue tendenze presenti e future.

La pandemia globale ha cambiato la vita lavorativa di tutti. La maggior parte delle aziende di tutto il mondo ha scelto la strategia dello smart working e alcune sono passate alla modalità ibrida. In che modo lo Smart/Hybrid working ha cambiato il mondo del lavoro in ufficio?
L’uso del telelavoro potrebbe essere stato percepito da alcuni come una soluzione di crisi, la cui rilevanza si applicherebbe solo a tempi insoliti. Tuttavia, nulla è meno certo. Queste modalità di organizzazione hanno aperto le porte a nuove possibilità, tra cui il lavoro ibrido. Negli ultimi due anni, molti dipendenti hanno ottimizzato il loro spazio di lavoro da casa, grazie a tecnologie che consentono di lavorare in ambienti virtuali. Anche le aziende hanno sostenuto i propri dipendenti in questo compito.

Infatti, secondo il nostro studio Jabra Global Hybrid Ways of Working del 2022, il 63% di tutti i lavoratori afferma che la propria azienda fornisce la tecnologia per una collaborazione paritaria e inclusiva, indipendentemente dal luogo di lavoro. In un mondo in cui il lavoro si sta spostando sempre più verso ambienti virtuali, l’accesso alla tecnologia è fondamentale per garantire soddisfazione, inclusione e successo sul lavoro.

Come possiamo creare un ambiente di lavoro di successo nel lavoro ibrido o smart working?
Prima di tutto, è importante fornire al dipendente i migliori strumenti e le migliori condizioni di lavoro, sia che si trovi a casa o in viaggio. Gli uffici devono essere riorganizzati, per creare spazi di lavoro collaborativi e sale riunioni in grado di garantire una perfetta trasmissione audiovisiva per i dipendenti che non possono recarsi fisicamente sul posto di lavoro. Ma questo non deve essere fatto sulla base di una semplice “sensazione” del management, questo approccio deve essere radicato nell’uso effettivo degli spazi a disposizione. Per fare questo, l’analisi, grazie a strumenti tecnologici, del tasso di occupazione delle sale riunioni, permette di pensare alla migliore distribuzione delle sale, al loro numero, alla loro capacità, ecc.

Al di là dello spazio di lavoro, è anche il ruolo dei manager che si sta evolvendo: una delle loro principali missioni è ora quella di fornire supporto mentale ai dipendenti, ovunque essi si trovino. Un approccio troppo dall’alto verso il basso, che impone le nuove modalità di lavoro, non è utile; è meglio coinvolgere i dipendenti nelle discussioni sull’organizzazione concreta del lavoro ibrido. La fiducia deve essere reciproca, sempre con l’obiettivo della creatività, dell’efficienza e del benessere di tutte le parti.

Quali sono le sfide che le aziende e i dipendenti devono affrontare scegliendo una di queste strade?
Il lavoro ibrido richiede un ambiente tecnologico adeguato. La sfida legata a questa nuova realtà è quella di mettere in campo tutte le possibilità per garantire la qualità degli scambi tra i dipendenti. Le condizioni di distanza e di videoconferenza portano a un maggiore affaticamento dei dipendenti, soprattutto a causa della maggiore concentrazione richiesta.

Se i leader vogliono permettere ai dipendenti di lavorare dove vogliono, devono pensare a come ottimizzare gli spazi di lavoro. Dovranno fornire ai dipendenti una tecnologia personale e flessibile per accedere a questi ambienti virtuali da qualsiasi luogo. Le tecnologie di collaborazione svolgono un ruolo centrale in questo senso, consentendo ai dipendenti in sede e a quelli remoti di collaborare su un piano di parità, ma anche facilitando il passaggio da un luogo all’altro. Solo così i dipendenti saranno davvero in grado di lavorare in modo flessibile, produttivo e soddisfacente.

La settimana lavorativa corta sta diventando un tema centrale in Europa e molte nazioni l’hanno sperimentata con successo: Qual è la sua opinione in merito?
In effetti, ultimamente sempre più organizzazioni stanno valutando gli effetti della settimana di 4 giorni e i risultati del sondaggio condotto, in particolare nel Regno Unito, suggeriscono che questa è una delle tendenze da tenere d’occhio nei prossimi anni. La cosa più importante, a mio avviso, è promuovere l’equità tra i dipendenti, la collaborazione e la flessibilità. Sono questi i fattori che aumentano la produttività di un’organizzazione. Non possiamo dire se la settimana lavorativa di 4 giorni sia adatta a tutti, ma è una considerazione da fare, basata su tutti i fattori dell’azienda in questione.

Pensate che le aziende continueranno a lavorare in modo intelligente/ibrido in futuro? Queste strategie possono migliorare la produttività?
Secondo il Jabra Hybrid Ways of Working 2022 Global Report, la metà delle organizzazioni mondiali ha riconfigurato i propri uffici dall’inizio della pandemia, mostrando l’avvento di una nuova era lavorativa più ibrida. Per garantire il coinvolgimento del team e quindi la produttività, è essenziale essere flessibili sul lavoro a distanza, fornendo al contempo spazi collaborativi, formali e informali, che favoriscano il mantenimento di un vero legame umano.

È necessario passare da spazi di lavoro “orientati al compito” a una logica di spazi di lavoro “orientati all’interazione”. Per le aziende, questo significa dare priorità agli investimenti immobiliari per concentrarsi su uffici costruiti ad hoc. L’idea è quella di implementare tecnologie che permettano ai dipendenti di sperimentare interazioni autentiche con tutti i colleghi, sia che si trovino nell’edificio sia che siano in remoto. L’anno 2023 sarà quindi caratterizzato dal miglioramento dell’esperienza dei dipendenti, sia attraverso l’implementazione di strumenti più adatti, spazi di lavoro riprogettati, ma anche strategie manageriali incentrate sul benessere. È così che le aziende potranno rispondere alle attuali sfide macroeconomiche e gestionali.