Mafie

Mafia, Salvatore Riina a Corleone: il figlio del capo dei capi torna a vivere in Sicilia

Salvo Riina, il figlio del capo dei capi che porta lo stesso nome di suo padre, è tornato a Corleone. Da anni il terzogenito del capomafia ha finito di scontare una condanna a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa, riciclaggio ed estorsione. Dopo la scarcerazione è stato tra il Veneto e l’Abruzzo. Ammesso al regime di affidamento ai servizi sociali, un percorso fatto con l’Associazione famiglie contro la droga, ha terminato gli studi e si è laureato.

La notizia del suo rientro in paese è stata pubblicata dal quotidiano La Repubblica. A Corleone Riina jr. mancava dal 2017, l’anno della morte di suo padre, quando, dopo aver ottenuto l’autorizzazione del giudice, ebbe il permesso di tornare per fare da padrino al figlio della più piccola delle sue sorelle. Il fratello maggiore, Giovanni sta scontando da anni una condanna definitiva all’ergastolo per duplice omicidio e mafia. Salvo junior porta il nome di suo padre, che non ha mai rinnegato. Anzi: sulla storia della sua famiglia ha scritto un libro che suscitò molte polemiche. S’intitolava “Riina family life” e aveva permesso a Riina junior di essere ospitato a Porta a Porta. Il figlio del boss delle stragi aveva approfittato dello spazio concesso da Bruno Vespa anche per lanciare una serie di messaggi fondamentali tra i ranghi mafiosi. A cominciare dall’esistenza stessa di Cosa nostra, messa in dubbio dal terzogenito di Totò Riina: “Che cos’è la mafia? Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla. Omicidi e traffico di droga non sono soltanto della mafia”, aveva detto il rampollo del capomafia.

Dopo la scarcerazione Salvo Riina non ha mai smesso di frequentare i fedelissimi di suo padre ancora in libertà. Come nel caso di Antonino Di Marco, il boss di Corleone arrestato nel 2015 fa, che ai suoi “picciotti” portava sempre i saluti di Salvuccio Riina. Come dire che il figlio del capo dei capi faceva sentire la sua presenza agli uomini che un tempo furono di suo padre, anche se dopo la scarcerazione è stato inviato a Padova al soggiorno obbligato. Adesso, invece, è tornato a casa.