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Desirèe Mariottini, uccisa a San Lorenzo. “Figlia di spacciatori era predestinata”: Mughini a processo per calunnia

Desirèe Mariottini era stata drogata, stuprata e abbandonata. Morta il 18 ottobre 2018 a soli sedici anni, un caso di cronaca finito inevitabilmente al centro della scena mediatica. Della triste vicenda se ne era occupata anche Mara Venier a “Domenica In“, dieci giorni dopo la scomparsa Giampiero Mughini aveva pronunciato queste parole: “Questa ragazzina proveniva da una famiglia straordinariamente debole. Veniva da uno che vendeva droga e da una madre inesistente, era una predestinata“.

Un giudizio così negativo sui genitori che è costato al giornalista, 81 anni, un rinvio a giudizio con l’accusa di calunnia. Opinioni che travalicano il diritto di critica. Denunciato immediatamente da Barbara, mamma di Desirèe, rappresentata dagli avvocati Claudia Sorrenti e Maria Belli. Un processo che prenderà il via dopo cinque anni, il prossimo 31 ottobre, tra i testimoni anche Mara Venier, conduttrice della trasmissione. Una storia agghiacciante che aveva scosso l’opinione pubblica. La ragazza era stata drogata e stuprata, lasciata morire all’interno di uno stabile abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo, senza nemmeno chiamare i soccorsi.

Lo scorso 21 novembre è arrivata la conferma delle condanne, l’accusa, a vario titolo è quella di omicidio, cessione di stupefacenti a minori e violenza sessuale. Sono stati confermati due ergastoli per Yousef Salia e Mamadou Gara, 27 anni di carcere per Alinno Chima e 24 anni per Brian Minthe. “Speravo nella conferma delle condanne. Sono quattro mostri e devono stare dietro le sbarre. Questa sentenza mi dà un solo po’ di pace dopo tanto dolore, ma il dolore ci sarà sempre e nessuno mi ridarà mai mia figlia“, aveva dichiarato dopo la sentenza Barbara, la madre di Desirée.