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Cocainorso, la vera storia dell’orso “strafatto” di cocaina diventa un film

Il legame con la cosiddetta storia vera dove i panetti di cocaina vennero in larga parte mangiati da un orso bruno di 80 chili che alcune settimane dopo venne ritrovato cadavere in un parco nazionale della Georgia.

L’orso cocainomane che sbrana tutti finisce in vetta al box office. Si intitola Cocaine Bear, chi l’ha visto dice di essersi divertito un mondo ed è pure tratto da una storia vera. La regista Elizabeth Banks, donna spiritosa e coraggiosa, l’aveva anticipato: “Se è flop potrebbe essere la fine della mia carriera”. Invece il grizzly imperato di polvere bianca con una forza quintuplicata è diventato più commerciabile della formichina della Marvel, tanto da contendere il primato del box office statunitense e del Nord America ad Ant-Man and the wasp: Quantumania. Quasi 30 milioni i dollari d’incasso in tre giorni per il film della Banks che ne è costato poco meno. Insomma, un notevole trionfo.

Anche perché Cocaine Bear, che in italiano diventerà Cocainorso, riporta in auge a due mesi dalla sbornia di Avatar 2, una certa tendenza dell’industria statunitense nel portare al successo una sorta di sottogenere, l’horror venato di ironia che è proprio di una tradizione politica degli anni settanta, poi platealmente affermatosi come genere tout court con gli splatter anni ottanta. In pratica l’orso protagonista di Cocaine Bear trova casualmente vicino alla propria tana parecchi panetti di cocaina e se li sbrana godurioso come fossero miele. Gli effetti su carattere ed esuberanza del bestione sono immediatamente devastanti. Così altro che notizie gonfiate ad hoc dalle istituzioni locali per abbattere gli orsi del Trentino, qui l’orso cocainomane corre come una gazzella ed è più vorace di uno squalo spielberghiano alla ricerca, ovviamente, di nuova “roba” da inalare o gustare.

Nelle sue fauci finiscono così turisti, infermieri, poliziotti, nonché alcuni criminali da strapazzo (tra cui si distingue in una delle sue ultime apparizioni il compianto Ray Liotta). E qui ecco il legame con la cosiddetta storia vera. Già, perché lo sceneggiatore Jimmy Warden si rifà alle vicende dell’ex agente della narcotici e trafficante di droga, Andrew C. Thornton, che nel 1985 sui cieli del Tennessee nel suo andirivieni dalla Colombia sul suo Cessna zeppo di droga, modello Barry Seal/Tom Cruise, sganciò il carico a terra per paura di essere inseguito e si lanciò pure lui con il paracadute. Thornton morì secco nell’impatto a terra. Mentre i panetti di cocaina vennero in larga parte mangiati da un orso bruno di 80 chili che alcune settimane dopo venne ritrovato cadavere in un parco nazionale della Georgia orientale con nel sangue quantità di cocaina al cui confronto lo Scarface di Pacino figurerebbe un dilettante.

Online si trovano pure e foto del povero orso impagliato in un negozio del Kentucky. La Banks, tra l’altro, ha dichiarato di aver amato e voluto dirigere questa storia come forma di risarcimento verso quel povero orso, vittima di una situazione umana come al solito non voluta, e di sua vendetta. Il film è stato comunque girato in Irlanda e in Italia uscirà per Universal nell’aprile 2023.