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Palloni spia, l’ex Capo di stato maggiore dell’aeronautica: “Non vorrei si trattasse di un pretesto, troppa tensione tra Usa e Cina”

Il generale Leonardo Tricarico, nonostante la sua lunga esperienza nei cieli, ha poche certezze e molti interrogativi sui 4 oggetti non identificati abbattuti nei giorni scorsi dall’Air Force statunitense: "Sotto il pallone abbattuto dieci giorni fa c’era quello che in gergo chiamiamo carico pagante, pay load. Un carico trasportato, in sostanza"

“È molto strano che all’improvviso inizi una guerra dei palloni tra superpotenze, senza che fino al giorno prima ci si sia mai accorti di nulla”. Il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare, oggi presidente della fondazione Icsa, ha volato per 45 anni su aerei militari. Ma nonostante la sua lunga esperienza nei cieli, ha poche certezze e molti interrogativi sui quattro oggetti non identificati, passati per palloni spia, abbattuti nei giorni scorsi dall’Air Force statunitense. O sui più di dieci che la Cina sostiene ora abbiano sorvolato i propri cieli nell’ultimo anno e per i quali accusa gli Stati Uniti. “Non vorrei si trattasse di un pretesto, un casus belli in un periodo in cui ci sono già molte tensioni, dall’Ucraina a Taiwan”.

Stiamo vivendo uno dei primi episodi che fra qualche anno porteranno a una guerra tra Usa e Cina?
Non mi spingerei così avanti, ma tutto questo non è ciò di cui c’è bisogno oggi. Oggi c’è bisogno di un altro tipo di rapporto tra Usa e Cina, di una distensione che possa far nascere una soluzione negoziale per l’Ucraina.

Invece ora siamo di fronte ad accuse incrociate per i palloni spia.
È certamente anomalo che da un giorno all’altro sia iniziata la guerra dei palloni. Se davvero si fa spionaggio anche attraverso questi sistemi, non credo avvenga da oggi. Viene il sospetto che tutto questo sia funzionale a qualcos’altro, possa essere un pretesto, visto che la conseguenza immediata è un irrigidimento dei rapporti tra Usa e Cina e visto che la via diplomatica preventiva sembra essere stata scartata. Nei casi di sorvoli non autorizzati da parte di aerei, soprattutto con finalità asseritamente spionistiche, di solito c’è una protesta diplomatica con procedure già consolidate nel tempo. In questa vicenda invece c’è stata da parte americana una protesta sui giornali e poi si è passati all’abbattimento, a meno che non ci sia una diplomazia nascosta di cui non siamo a conoscenza.

Mettiamo qualche punto fermo. Se sulla provenienza dei tre palloni abbattuti nel week end pare non ci siano certezze, possiamo essere sicuri che quello abbattuto settimana scorsa al largo delle coste del South Carolina fosse cinese?
Pare molto verosimile, ma di assodato in questa vicenda c’è ben poco. Abbiamo visto delle immagini e sentito delle dichiarazioni da una parte e dall’altra. Delle immagini ci si può fidare, delle dichiarazioni un po’ meno. In questa guerra delle informazioni, condotta in maniera più o meno civile, si fa fatica a credere a qualunque cosa venga detta. Anche gli americani ci hanno abituato a delle panzane. Non dimentichiamoci dell’antrace, usata per invadere l’Iraq. In ogni caso, una settimana fa una violazione dello spazio aereo statunitense dovrebbe esserci stata, visto che da parte americana è stata lanciata un’accusa e da parte cinese, quantomeno all’inizio, c’è stata una giustificazione e dell’imbarazzo.

Cos’alto possiamo dire con ragionevole certezza?
Mi sentirei di dire che sotto il pallone abbattuto dieci giorni fa c’era quello che in gergo chiamiamo carico pagante, pay load. Un carico trasportato, in sostanza. Le immagini, infatti, non mostrano un pallone che quando viene colpito scoppia e basta, ma dei detriti che scendono con una certa velocità. Il che fa pensare a un carico pagante di dimensioni non trascurabili. Gli americani dovrebbero aver recuperato o tentato di recuperare questi rottami e ora dovrebbero sapere di cosa si tratti. Noi non lo sappiamo. Non ci aspettiamo che gli americani pubblichino sui giornali di cosa si tratti, ma che lo facciano sapere alle intelligence occidentali, nella normale interlocuzione con i Paesi amici e gli alleati della Nato.

Lei ha in mente qualche ipotesi?
C’è da capire cosa si possa rilevare con un pallone che non si può rilevare con un satellite. I palloni potrebbero essere in grado di captare certe bande elettromagnetiche altrimenti non captabili. Ma sono indirizzabili solo in maniera molto limitata verso aree che vogliamo controllare, perché sono trasportati dalle correnti. Quindi a meno che non siamo di fronte a una pesca a scandaglio con una flotta di palloni, io ho molti dubbi quando sento dire che il pallone è stato abbattuto perché stava rilevando un obiettivo puntiforme.

Se non si trattasse di palloni spia, di cosa si potrebbe trattare?
Non lo so, posso solo tirare a indovinare. L’atmosfera è piena di palloni, come quelli che fanno prospezioni in atmosfera per finalità scientifiche o meteorologiche. Anche questi viaggiano molto alti e sono portati dalla corrente, ma finora non hanno mai creato problemi, nemmeno per la sicurezza dei voli. Il problema nasce ora, con l’allarme fatto scattare dallo stesso tipo di vettore. Proprio mentre ci troviamo in mezzo a una condizione geopolitica di crescente tensione, probabilmente con una nuova fase del confronto tra grandi potenze. Come dicevo, bisogna capire se si tratta di un pretesto o se è una forma di minaccia da cui legittimamente gli Stati Uniti, come qualsiasi altro Paese, hanno il diritto di difendersi.

Il generale delle forze aerospaziali americane Glen VanHerck non ha escluso l’ipotesi extraterresti.
Andiamo nella fantascienza, non ci sono segnali che indichino qualcosa del genere. Sul tema alieni sono sempre stato scettico: ho volato per 45 anni e non mi è mai capitato di rilevare anomalie di questo tipo. Non voglio escludere nulla a priori, ma bisogna attenersi ai fatti e alle evidenze e in questo caso non mi pare ci sia nulla che porti a pensare agli extraterrestri.

Twitter: @gigi_gno