Politica

Primarie Pd, il Nazareno: “4681 tessere da verificare e annullare in provincia di Caserta”

"Il nostro lavoro - conclude la nota della Commissione - in questa fase è teso a garantire la più ampia e trasparente partecipazione degli iscritti ed iscritte e ad organizzare al meglio le Primarie aperte del 26 febbraio"

La guerra delle tessere del Pd ha già un primo punto fermo. La Commissione Nazionale per il Congresso sta esaminando le criticità e ha preso le prime decisioni. Ad oggi – si legge in una nota – si è evidenziata in particolare la situazione della Provincia di Caserta nella quale la Commissione provinciale non ha approvato l’anagrafe degli iscritti e il tesseramento mostra numerose irregolarità. Per questo si è dato mandato ad un gruppo di lavoro di fare una verifica approfondita sulla situazione del tesseramento 2022 nella suddetta provincia. Più in generale la Commissione ha effettuato un controllo su tutte le tessere online, identificando 4681 tessere che sarebbero state fatte in modo difforme e per le quali abbiamo dato indicazioni puntuali perché siano verificate e annullate alle commissioni provinciali interessate. “Il nostro lavoro – conclude la nota della Commissione – in questa fase è teso a garantire la più ampia e trasparente partecipazione degli iscritti ed iscritte e ad organizzare al meglio le Primarie aperte del 26 febbraio”.

In Campania c’è stato il primo durissimo confronto con Francesco Boccia, commissario del Pd campano fresco di dimissioni. “Sono indignato da quello che sta succedendo a Caserta – ha detto – dove in alcuni casi non c’è praticabilità di campo”. Tra le criticità il caso di Sessa Aurunca, dove c’è stato un anomalo boom di richieste di iscrizioni on line: 1.050 a fronte dei 1.200 voti ottenuti dal Pd alle ultime politiche. “Quello che è accaduto a Caserta è molto grave. Mi auguro di sentire le stesse parole da chi appoggia altri candidati” aveva aggiunto Boccia, chiamando in causa anche Pina Picierno, che è campana. “Per me e per la mozione Bonaccini non esistono zone di tolleranza – è stata la risposta – E dico a Boccia che usare strumentalmente questa discussione non rende onore alla battaglia per la legalità che dovremmo condurre insieme”.

I candidati alla guida del Pd – Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli – hanno firmato la tregua: dopo giorni di scontri a suon di percentuali di voti nei congressi dei circoli, di confronti fra chi fosse avanti in quella città o in quella regione, il pallino è passato alla commissione di garanzia, chiamata a gestire la comunicazione dei dati. Fino al 12 febbraio (il 19 per Lazio e Lombardia, dove c’è l’impegno delle Regionali), saranno infatti gli iscritti a scegliere fra i quattro in corsa. Poi, i primi due classificati in questo primo scontro “interno”, il 26 febbraio si confronteranno alle primarie, che saranno aperte anche ai non iscritti. Lo scontro sulle tessere è stato duro proprio per l’importanza del voto nei circoli. Non caso, ci sono stati ricorsi non solo in Campania. In Calabria ne ha presentato uno il comitato che sostiene la candidatura di Cuperlo: “Da un primo fugace esame – è scritto in un passaggio – risulta che gli iscritti della federazione di Cosenza sono passati in un solo giorno, dal 30 gennaio al 31, da circa 2300 agli attuali 3976, con un incremento di 1600 tesserati”. E anche in un circolo di Taranto ci sarebbero state anomalie, così come in Sardegna: sull’isola ci sono 150 tessere sospette. La corsa è comunque avviata e l’esito della prima fase sembra scontato, con Bonaccini e Schlein al ballottaggio dei gazebo