Economia & Lobby

Da oggi benzinai fermi per due giorni. Meloni: “Le speculazioni non ci sono state ma non potevamo tornare indietro”

Alle 19 inizia la serrata dei distributori di benzina. La questione si è ingarbugliata dopo che il governo ha completamente eliminato gli sconti sulle accise che erano stati introdotti dall'esecutivo guidato da Mario Draghi. Dal primo gennaio scorso i prezzi alla pompa sono quindi balzati verso l'altro. Il governo ha però scaricato la colpa sui distributori accusandoli di comportamenti speculativi, tesi smentita dai dati sui prezzi medi diffusi dallo stesso governo

Scatta la serrata dei benzinai. I distributori saranno chiusi dalle 19 sulla rete ordinaria e dalle 22 sulle autostrade. Lo stop vale anche per i self service. Le organizzazioni Faib, Fegica e Figisc-Anisa scrivono che “il governo, invece di aprire al confronto sui veri problemi del settore, continua a parlare di trasparenza e zone d’ombra solo per nascondere le proprie responsabilità e inquinare il dibattito, lasciando intendere colpe di speculazioni dei benzinai che semplicemente non esistono”. La questione si è ingarbugliata dopo che il governo ha completamente eliminato gli sconti sulle accise che erano stati introdotti dall’esecutivo guidato da Mario Draghi. Dal primo gennaio scorso i prezzi alla pompa sono quindi balzati verso l’altro. Il governo ha però scaricato la colpa sui distributori accusandoli di comportamenti speculativi, tesi smentita dai dati sui prezzi medi diffusi dallo stesso governo. Palazzo Chigi ha quindi varato un decreto trasparenza per scongiurare presunti comportamenti speculativi, tra le misure anche l’obbligo per i benzinai di esporre il prezzo medio nazionale dei carburanti.

“Li abbiamo convocati già due volte, il governo non ha mai immaginato provvedimenti per additare la categoria dei benzinai ma per riconoscere il valore dei tanti onesti. Poi la media del prezzo non diceva che erano alle stelle. Sono state molto poche le speculazioni. Ma non potevamo tornare indietro su provvedimento che è giusto, pubblicare il prezzo medio è di buon senso. Su altro siamo andati incontro. Nessuno vuole colpire la categoria“, ha detto oggi la presidente Giorgia Meloni da Algeri.

Due locandine, una con gli orari dello sciopero e una breve spiegazione e un’altra per indicare tutte le ragioni della protesta sono state predisposte e saranno affisse nelle varie stazioni di servizio dalle tre sigle Faib Confesercenti, Fegica e Figisc-Anisa Confcommercio. Nel volantino con gli orari, si spiega che la chiusura è motivata “per protestare contro la vergognosa campagna diffamatoria nei confronti della categoria e gli inefficaci provvedimenti del governo che continuano a penalizzare solo i gestori senza tutelare i consumatori. Per scongiurare nuovi aumenti del prezzo dei carburanti”.