Cronaca

L’incredibile avventura per prenotare un appuntamento per il passaporto: liste chiuse, bug del sistema e date anche dopo 6 mesi

Pandemia, Brexit e lunghe attese per il rilascio delle carte di identità incidono sulle prenotazioni. L'ufficio stampa della Polizia informa che "chiunque abbia necessità di partire per esigenze sanitarie, lavorative o anche di semplice vacanza può recarsi senza appuntamento in commissariato tre settimane prima della partenza e, in assenza di motivi ostativi, ottenere il rilascio"

Guardate bene la foto dell’articolo e pensate a quanto possa essere un miraggio stringere tra le mani il vostro passaporto. Causa pandemia la prenotazione per un appuntamento presso un qualsiasi ufficio delle questure d’Italia deve essere necessariamente preso con Spid e con Cie (la carta di identità elettronica), ma ottenere una data, senza avere una urgenza o un’emergenza debitamente certificate, in alcuni casi risulta un’impresa complicata con date che risultano già chiuse a pochi minuti dall’apertura in determinati orari, appuntamenti fissati a sei/sette mesi rispetto la prenotazione (se l’ufficio ha deciso di aprire tutte le date possibili) e un possibile bug del sistema che non permette più di una prenotazione (è previsto farlo per terzi, si pensi ai figli minori o agli anziani non dotati di Spid e Cie). Senza contare che la consegna del documento potrebbe richiedere settimane. Al Fattoquotidiano.it è arrivata una segnalazione poi verificata da Torino di una persona che per ben due giorni si è presentata alle 5 del mattino – con un appuntamento successivo alla data di partenza ma con biglietto già comprato per una trasferta di lavoro documentata – per vedere la sua pratica affidata finalmente nelle mani del funzionario, ma solo a pochi giorni prima della partenza. Sui social sono diverse le segnalazioni: molte riguardano città del nord Italia come Padova, Brescia, Milano, Parma, Treviso, Bergamo. Mentre su Roma – una enorme eccezione – con un test effettuato un appuntamento era possibile in alcuni commissariati periferici anche a 24 ore, per un commissariato in una zona centrale invece l’attesa sarebbe stata di 90 giorni. Non ci sono segnalazioni di disservizi o disagi su città del Centro o del Sud Italia.

Il professor Antonio Romeo che insegna al liceo ci scrive da Parma e racconta la sua avventura: “Il sito ti comunica che devi chiedere un appuntamento alla Questura di Parma, il problema è che non vi sono disponibilità. Quindi è necessario provare tutti i giorni finché non si trovi uno spazio in cui fissare un appuntamento. Sto provando praticamente tutti i giorni, ma il sito al momento di chiedere un appuntamento o non dà disponibilità, oppure quelle rarissime volte in cui appare una disponibilità funziona malissimo e mi ‘caccia fuori’, costringendomi a rifare il login e nel frattempo la disponibilità scompare. Se faccio il paragone con altri servizi online, tipo l’acquisto di un biglietto per una partita di calcio, mi viene da piangere. Oltretutto manca un criterio di precedenza, nel senso che magari un giorno per motivi di lavoro o di altri impedimenti non riesco a provare, ma qualcuno più fortunato potrebbe collegarsi per la prima volta e beccare al volo la disponibilità soffiandomi il posto. Insomma, a farla breve, il sito funziona male e non dà alcuna garanzia di funzionamento. Sarebbe necessario avere un sistema che funzioni e che dia una priorità di registrazione”.

Un architetto in un post pubblico su Facebook condivide la sua esperienza fatta a Brescia per un appuntamento preso lo scorso luglio. “C’erano due file. All’esterno e alle intemperie ovviamente. A destra le urgenze, tutti ammassati, senza uno straccio di numero come al supermercato, con gente che aspetta dalle 8 e che combatte per non farsi superare… Poi c’è la fila, non fila, degli amici, degli amici dei cugini degli amici che entrano senza appuntamento e senza aspettare… Poi c’è la fila all’interno quella per chi ha gli appuntamenti, quelli urgenti spariscono inghiottiti dal palazzo. C’è chi scappa fuori per aver dimenticato una fotocopia e chi il pagamento o lo marca da bollo. Arriva il mio turno. Ho tutto. Ho letto tutto. Mi guarda e mi chiede l’assenso della moglie. La guardo stralunato. Non c’è nelle richieste. Sul modulo delle informazioni allegato alla richiesta… Non è colpa loro. Non è mai colpa nostra. Chiudo con un paio di riflessioni su quanto accaduto: 1- la gente nella fila destra era pronta ad uccidere per garantire la propria posizione, 2 – mi hanno tagliato/annullato il mio passaporto ancora valido, 3 – mi danno il nuovo passaporto dopo il 20 febbraio per cui un mese senza…. C’è qualcosa che non va in tutto questo. Ho la consapevolezza che anche io sono responsabile”. C’è poi chi come in un post segnale di aver trovato un “bug colossale nel sito per la prenotazione dell’appuntamento per il passaporto. Dopo aver inserito due delle tre persone per cui devo prenotare per la terza mi restituisce sistematicamente Accesso negato anche in giorni successivi… è da una settimana che provo e finalmente stamattina mi è venuta l’idea di provare a cancellare gli appuntamenti già presi (con gran terrore di non averli più) e magicamente mi ha nuovamente consentito di inserire (ma solo le prime due persone). Ma come vengono testati questi siti essenziali per la collettività?“.

Le segnalazioni sono tantissime ma ci fermiamo qui. Abbiamo provato quindi in prima persona a prenotare un appuntamento per l‘ufficio passaporti della Questura di Bergamo nei mesi scorsi senza avere urgenza e nei giorni scorsi per ragioni di servizio per verificare che le segnalazioni fossero corrette. Ecco cosa è successo. Dopo aver saputo per vie ufficiali – tramite una pec – che è meglio posizionarsi al pc alle 7.55 oppure per vie informali (da esperienze altrui) che si apre una finestra alle 8.55 negli ultimi giorni ci abbiamo provato. Ebbene non ci siamo riusciti. Innanzitutto il sito è lentissimo e poco chiaro. Dopo aver cercato la prima data utile – era il 6 febbraio 2023 – e scoperto che c’erano 130 posti disponibili la schermata risultava rossa in ogni casella (giorni precedenti inclusi) e grigia (giorni successivi ancora non aperti). Di fatto nessun orario – dalle 8 alle 20 – era prenotabile. Provando e riprovando a caricare la pagina ecco che spuntano due caselle verdi alle 8 e alle 11 ed ecco che si pensa vabbè con un pizzico di pazienza ce la si può fare, era una esagerazione. Invece no: il tempo di cliccare (con la rotellina che gira così lentamente da pensare di essere tornati indietro di 30 anni, ndr) e la disponibilità non c’è più. Va bene riproviamo alle 11, alla sezione disponibilità c’è scritto che ci sono ancora sei posti liberi. Clicchiamo con fiducia, ma accade lo stesso. A un certo punto però la pagina è inaccessibile, il server è fuori servizio e infine compare la comunicazione che non ci sono più disponibilità. Inutile provare per il resto della giornata. Nulla da fare: anche l’appuntamento non è stato preso e l’operazione inutile ha portato via quasi 40 minuti di tempo. Altro tentativo il giorno dopo e dopo aver letto che la pagina non era raggiungibile, che il server era temporaneamente fuori e aver sbattuto gli occhi su una schermata con tutti appuntamenti non disponibili, sono comparse disponibilità e, probabilmente per un colpo di fortuna, l’appuntamento è stato prenotato.

Abbiamo chiesto quindi all’ufficio stampa della Polizia cosa succede e perché un residente a Roma può ottenere un appuntamento nel giro di poche ore e un cittadino residente in una città del Nord trova così tante difficoltà: “Sono tre i fattori che incidono: i due anni di arretrati dovuti alla pandemia, la Brexit con il relativo flusso di persone dirette nel Regno Unito che prima non necessitava di questo documento e i tempi molto lunghi per il rilascio delle carte di identità. Molte persone che non riescono ad avere in tempi brevi la carta di identità tentano con il passaporto. Dalla primavera scorsa, quando è ritornata giustamente la voglia di viaggiare, sono quindi incrementate, fino a 5 volte, le richieste del documento. Un fenomeno che ora avviene anche nei mesi invernali quando si registrava un calo delle richieste. Ma quello che conta – fanno sapere dall’ufficio stampa della Polizia – è che chiunque abbia necessità di partire per esigenze sanitarie, lavorative o anche di semplice vacanza può recarsi senza appuntamento in commissariato tre settimane prima della partenza e, in assenza di motivi ostativi, ottenere il rilascio. Ci arrivano segnalazioni di diverso tipo, ma mai del tipo che chi aveva bisogno di partire è non riuscito a farlo perché non ha ottenuto il passaporto”.