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Harry rivela: “Le Spice Girls tubavano con me, io volevo solo che sparissero tutti”

Così scrive il principe Harry nel suo controverso libro di memorie Spare, il fenomeno mediatico del momento, raccontando uno dei tanti episodi che hanno segnato la sua gioventù

Avrei preferito che sparissero tutti. Ricordo di essere salito sul red carpet con un sorriso stampato in faccia e di aver desiderato di trovarmi nel mio letto a St James’s Palace”. Così scrive il principe Harry nel suo controverso libro di memorie Spare, il fenomeno mediatico del momento, raccontando uno dei tanti episodi che hanno segnato la sua gioventù. Era il novembre del 1997, sua madre era morta da due mesi e lui si trovava in vacanza a Johannesburg, in Sudafrica, con il padre Carlo che, su suggerimento del suo spindoctor, lo trascinò ad un concerto delle Spice Girls. Harry si trovò così tra Emma Bunton e Victoria Adam, Melanie Brown, Melanie Chisholm e Geri Halliwell, le cinque ragazze più famose dell’epoca ma in quel momento era l’ultima cosa che voleva: “Lo staff di papà sperava che una foto accanto al leader politico più riverito del mondo e al gruppo musicale femminile più popolare del pianeta gli avrebbe fruttato titoli positivi sui giornali: di certo ne aveva molto bisogno. Fin dalla scomparsa di mamma era stato criticato con violenza: veniva incolpato per il divorzio, quindi anche per tutto ciò che era seguito. La sua popolarità nel mondo era ridotta al lumicino. La nazione era in uno stato di lutto isterico, ma l’isteria della stampa era diventata una psicosi”.

E quindi si ritrovò, visibilmente in imbarazzo, sul palco del concerto: “Accanto a me c’era Baby Spice che portava un paio di scarpe di plastica bianca con una zeppa enorme. Rimasi a fissare quelle scarpe mentre lei si dedicava alle mie guance e continuava a pizzicarle – racconta il duca di Sussex nel libro -. ‘Come sono paffute. Ma che carino!’. Poi arrivò Posh Spice e mi strinse la mano. Più indietro vidi Ginger Spice, l’unica tra loro con la quale sentivo un minimo di connessione perché anche lei era rossa di capelli. Poi aveva suscitato scalpore per il miniabito fatto con la Union Jack che aveva sfoggiato di recente (…) Lei e le altre Spice tubavano con me, dicendo cose che non capivo e scherzando con i giornalisti che urlavano: ‘Harry, qui. Harry, Harry, come stai?’. Domande che non erano domande, ma trappole. Mi venivano lanciate addosso come mannaie. A loro non interessava affatto come stavo, volevano solo farmi dire qualcosa di spinoso, di nuovo“. Poi, finalmente, incominciò il concerto e con sua grande sorpresa si accorse che il padre non solo era perfettamente a suo agio tra il pubblico ma muoveva anche la testa e batteva il tempo con un piede: “Tesi la mano, presi la sua e mi ci aggrappai. Ricordo quel momento con la stessa chiarezza dei flash. Gli volevo bene, avevo bisogno di lui”, conclude Harry.