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Ucraina, i russi esultano: “Soledar è nostra”. Ma le forze armate di Kiev smentiscono

La presa della città alle porte di Bakhmut rivendicata dalle forze russe, ma i militari ucraini spiegano che i combattimenti sono ancora in corso. In precedenza i mercenari della Wagner, smentiti dal Cremlino, avevano esultato per la sua conquista. Cnn: "Le rivendicazioni concorrenti su quali forze russe siano responsabili dell’assalto nell’Ucraina orientale sono diventate un punto chiave di contesa nelle macchinazioni della struttura di potere della Russia"

Mosca esulta, Kiev smentisce la presa della città. La conquista di Soledar, a dieci chilometri dal Bakhmut attorno alla quale sono ultimamente concentrati gli sforzi militari del Cremlino, da giorni viene contesa dalle parti. Nelle scorse ore erano stati i mercenari del gruppo Wagner a cantar vittoria, salvo poi essere smentiti a stretto giro dalla Russia e da Zelensky. Ma oggi è Mosca a dichiarare che la città del Donbass è stata conquistata: un successo militare reso “possibile grazie al costante fuoco di artiglieria e attacchi aerei e missilistici che hanno impedito il trasferimento di riserve e la fornitura di munizioni” delle truppe ucraine, ha detto il ministero della Difesa russo. A questo – viene riferito – va aggiunta una sorta di manovra a tenaglia con le forze aviotrasportate che “hanno attaccato con successo le posizioni delle forze armate ucraine occupando le alture dominanti e bloccando la città dai lati nord e sud”. Ma la ricostruzione della conquista viene smontata da Serhiy Cherevaty, portavoce del gruppo orientale delle forze armate dell’Ucraina: “Non è vero – ha detto -. I combattimenti in città sono in corso”.

Il video della Wagner – Il gruppo dei mercenari russi ha pubblicato un video su Telegram ieri sera ribadendo l’affermazione del suo fondatore, Yevgeny Prigozhin, secondo cui le sue forze sono le sole responsabili dell’operazione a Soledar: il video, riporta la Cnn, è in diretto contrasto con le affermazioni del ministero della Difesa russo, secondo cui anche le forze militari regolari di Mosca hanno partecipato all’assalto della città. Il video mostra due uomini, con i volti oscurati, che indossano tute e si trovano in quello che sembra essere un bunker sotterraneo, illuminato da una torcia elettrica. “Siamo ufficiali delle Forze aviotrasportate, dichiariamo che le Forze aviotrasportate non hanno preso parte all’assalto della città di Soledar“, dice un uomo. “L’assalto alla città di Soledar è stato realizzato solo dalle forze della PMC Wagner. Noi non siamo stati nemmeno mandati in quella direzione”. La Cnn sottolinea che non è in grado di verificare l’identità degli uomini o la veridicità della loro dichiarazione, ma commenta: “E’ significativo che Wagner l’abbia pubblicata, dato che le rivendicazioni concorrenti su quali forze russe siano responsabili dell’assalto nell’Ucraina orientale sono diventate un punto chiave di contesa nelle macchinazioni della struttura di potere della Russia“.

Battaglia e resistenza – I combattimenti a Soledar, che è una città rasa al suolo, ormai si svolgono casa per casa. Le immagini satellitari di questo centro minerario dell’oblast di Donetsk, scattate da Maxar Technologies, rivelano palazzi completamente distrutti e crateri prodotti da missili in un paesaggio apocalittico. Il governatore ucraino della regione, Pavlo Kyrylenko, ha riferito che, dei 10.500 abitanti originari, ne rimangono solo 559, di cui 15 bambini, ma è impossibile evacuarli a causa dei combattimenti. Dal punto di vista militare la situazione è ancora incerta. Le milizie della Repubblica di Donetsk, annessa nel settembre scorso dalla Russia, affermano che nel centro di Soledar rimangono solo alcune “sacche di resistenza” delle forze di Kiev. Ma un noto blogger militare ucraino filorusso, Yuri Poldolyaka, racconta una storia diversa. Secondo lui gli ucraini starebbero facendo affluire rinforzi da Kramatorsk, a ovest di Soledar, e da Lyman, a nord. Mentre in città vi sarebbero soldati di Kiev che hanno rifiutato di arrendersi nascondendosi nelle miniere di sale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, presiedendo una riunione dei vertici militari, ha assicurato che le unità schierate a protezione di Soledar e della vicina Bakhmut “saranno fornite di munizioni e di tutto il necessario in modo tempestivo e senza interruzioni”.

La strategia militare Peskov ha ribadito che la conquista di tutto il territorio della regione di Donetsk, oltre a quello della vicina Lugansk anch’essa annessa alla Russia, rimangono tra i principali obiettivi dell’operazione militare di Mosca. E secondo lo stato maggiore ucraino dopo il Donbass le forze russe potrebbero cercare di portare la loro offensiva più a ovest, nella regione di Zaporizhzhia. A dimostrare che Mosca si prepara a un conflitto prolungato è stata la ristrutturazione dei vertici militari, con la nomina del capo di stato maggiore Valery Gerasimov a comandante non solo delle operazioni sul campo, ma anche delle attività per assicurare le forniture di armi e logistica alle truppe. Il ministero della Difesa russo, tra l’altro, ha ricevuto un altro lotto di carri armati T-90M Proryv dalla società Uralvagonzavod del gruppo Rostec. Mentre il presidente della commissione Difesa della Duma, Andrey Kartapolov, ha detto che potrebbe essere avviato già da quest’anno un progetto per innalzare da 27 a 30 anni l’età massima per la coscrizione nelle forze armate.

Minsk e i timori di Kiev – Intanto centinaia di chilometri a ovest di Soledar, al confine settentrionale ucraino con la Bielorussia, rimane la tensione per un possibile attacco delle truppe di Mosca e Minsk, che dallo scorso ottobre stanno addestrando una forza congiunta. Un motivo di allarme per Kiev è la visita fatta oggi a questi soldati dal generale Oleg Salyukov, comandante delle forze di terra russe, nominato tra i vice del comandante Gerasimov per la campagna d’Ucraina. Di una possibile invasione da nord aveva parlato alcuni giorni fa il presidente ucraino Zelensky durante una visita a Leopoli. Ma secondo alcuni osservatori potrebbe trattarsi di una mossa tattica di Mosca per costringere gli ucraini a tenere impegnate molte delle loro truppe al confine settentrionale, distogliendole dal fronte orientale. Sul fronte diplomatico, una fonte governativa turca ha annunciato che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha in programma colloqui telefonici venerdì e sabato con Putin e Zelensky in merito alla possibile apertura di un “corridoio umanitario” per l’Ucraina.