Mondo

Morto il cardinale George Pell, fu accusato condannato e poi prosciolto dall’accusa di abusi sessuali

Pell era stato posto da papa Francesco, il 24 febbraio 2014, alla guida della nuova Segreteria per l’Economia e di fatto a capo delle riforme economiche intraprese dal Pontefice. Il 29 giugno 2017, però, la polizia australiana confermò l’imminente stato d’accusa per il cardinale Pell per "gravi reati sessuali" su minori. Condannato in primo e secondo grado ma poi prosciolto

Nei giorni scorsi aveva partecipato in Vaticano ai funerali del papa emerito Benedetto XVI, poi la morte avvenuta a Roma all’età di 81 anni per le complicazioni causate da un intervento chirurgico all’anca. Il cardinale australiano George Pell, prefetto emerito della Segreteria per l’Economia, era stato arcivescovo di Melbourne e di Sydney. Arrestato, condannato ma infine prosciolto dall’accusa di abusi sessuali. Pell era stato posto da papa Francesco, il 24 febbraio 2014, alla guida della nuova Segreteria per l’Economia e di fatto a capo delle riforme economiche intraprese dal Pontefice. Il 29 giugno 2017, però, la polizia australiana confermò l’imminente stato d’accusa per il cardinale Pell per “gravi reati sessuali” su minori, fra i quali quello di uno stupro, che sarebbero stati commessi negli anni settanta, quando Pell era parroco nella sua città natale, Ballarat. La Santa Sede contemporaneamente confermò la notizia del rinvio a giudizio del cardinale Pell e la sua partenza per l’Australia “per affrontare le accuse che gli sono state mosse”.

L’11 dicembre 2018 Pell fu giudicato colpevole di abusi sessuali su due chierichetti di 13 anni dalla giuria della County Court dello Stato di Victoria e il 13 marzo 2019 condannato a una pena detentiva di 6 anni. Il cardinale, che si era sempre dichiarato innocente, aveva quindi annunciato il ricorso in appello, che era stato respinto con la conferma della condanna. E per il cardinale si erano aperte le porte del carcere. Nel mese di novembre, alla luce dei numerosi vizi formali nelle procedure processuali segnalati dal giudice Mark Weinberg, la Corte Suprema dell’Australia aveva ammesso la richiesta di appello presentata da Pell. Il 7 aprile 2020 il cardinale era stato prosciolto all’unanimità dalla stessa Corte e rilasciato dopo più di un anno d’incarcerazione.

In una recentissima intervista, papa Francesco ha riconosciuto pubblicamente i meriti di Pell a proposito della riforma delle finanze vaticane. “Io ho dato indicazioni soltanto – ha detto Bergoglio a Canale 5 lo scorso 18 dicembre -. Ma l’organizzare questo che, grazie a Dio, sta andando bene con il Consiglio dell’Economia, con il Segretariato all’Economia. Tutto questo lo ha visto chiaro il cardinale Pell, che è quello che ha incominciato questo. Poi è dovuto rimanere quasi due anni in Australia per questa calunnia che gli hanno fatto – che poi era innocente, ma gliel’hanno fatta brutta poveretto – e si è allontanato da questa amministrazione, ma è stato Pell a fare lo schema di come si poteva andare avanti. È un grande uomo e gli dobbiamo tante cose“, ha concluso il Papa.