Cronaca

Vega C, terzo fallimento per il lanciatore italiano di Avio (che crolla in borsa): distrutti satelliti francesi

Il nuovo lanciatore europeo avrebbe dovuto portare in orbita gli ultimi due dei sei satelliti della costellazione francese Pleiades per l'osservazione della Terra, nel suo primo lancio commerciale, dopo il volo inaugurale del 13 luglio scorso. Il ministro il ministro delle Imprese e del Made in Italy: "Aspettiamo i riscontri della commissione di indagine che sarà attivata, come da prassi, per consentire la ripresa al meglio l’operatività dei voli del vettore europeo"

La prima volta era successo l’11 luglio 2019, la seconda il 17 novembre 2020. Oggi il terzo caso che avrà sicuramente conseguenza sulla politica aerospaziale italiana. A circa due minuti e 27 secondi dal decollo del lanciatore Vega C, si è verificata un’anomalia poco dopo l’accensione del secondo stadio (Zefiro 40), che ha portato alla conclusione prematura della missione chiamata Vv22. Una missione persa come ha comunicato Avio che ha contestualmente informato che “sono in corso le analisi dei dati di missione per chiarire le ragioni di quanto accaduto”. Alle 16 è poi prevista una conferenza stampa on line organizzata da Arianespace, la società che gestisce i lanci dalla base europea di Kourou (Guyana Francese).

Cosa abbia portato al fallimento della missione ancora non è chiaro. Ingegneri tecnici sono al lavoro per capire le cause. L’unica informazione al momento disponibile è quella relativa “a un problema al motore del secondo stadio” ha detto Stéphane Israël, amministratore delegato di Arianespac,. Il nuovo lanciatore europeo avrebbe dovuto portare in orbita gli ultimi due dei sei satelliti della costellazione francese Pleiades per l’osservazione della Terra, nel suo primo lancio commerciale, dopo il volo inaugurale del 13 luglio scorso. Dopo il lancio, il motore del primo stadio di Vega C, P120C, si è acceso regolarmente, mentre è stata rilevata un’anomalia nella pressione del motore del secondo stadio, Zefiro 40. “Abbiamo osservato una deviazione della traiettoria e un’anomalia molto forte. Sfortunatamente la missione è persa”, ha detto ancora Israël. Vega C ha quindi cominciato a perdere velocità circa tre minuti e mezzo dopo il lancio, ossia proprio quando il motore Zefiro 40 avrebbe dovuto far accelerare il razzo. I dati della telemetria indicano che, dopo aver raggiunto la quota di 110 chilometri, il lanciatore è rientrato nell’atmosfera, disintegrandosi, in corrispondenza di un punto sull’oceano Atlantico oltre 900 chilometri a nord di Kourou.

Il fallimento della missione ha comportato l’immediato tonfo in Borsa per Avio con il titolo che ha ceduto il 9,6% a 9,56 euro subito dopo l’annuncio. “Chiaramente è una notizia negativa e ci attendiamo un impatto significativo sul prezzo delle azioni”, hanno commentato gli analisti di Banca Akros, che ha tagliato da ‘buy’ a ‘neutral’ il giudizio e da 12 a 10 euro l’obiettivo di prezzo. “Servirà tempo per capire le cause e implementare i rimedi con potenziali costi extra e ritardi” anche se “a nostro avviso l’industria spaziale europea fa tutta affidamento sui razzi di Avio e il supporto al capitale e politico è estremamente importante”.

“Questa mattina ho appreso la notizia che il nuovo lanciatore europeo Vega C con due satelliti Airbus a bordo, ha deviato dalla propria traiettoria 10 minuti dopo il decollo da Kourou” dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, con delega allo Spazio, Adolfo Urso. “Sono convinto che questo incidente non oscurerà l’eccellente lavoro fatto dalle imprese italiane ed europee la cui tecnologia ha ottenuto unanime riconoscimento, come peraltro emerso al recente vertice ministeriale Esa di Parigi i cui risultati sono stati particolarmente gratificanti proprio per il ruolo dell’Italia nello spazio. Aspettiamo i riscontri della commissione di indagine che sarà attivata, come da prassi, per consentire la ripresa al meglio l’operatività dei voli del vettore europeo”.