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Le Iene, Fernanda Lessa e l’alcolismo: “Il 5 novembre ho avuto una ricaduta. Sentivo il gusto del veleno, ma volevo farmi male”

Con coraggio e schiettezza, la showgirl brasiliana ha parlato a cuore aperto di quello che è successo solo poche settimane fa: lo ha fatto nel corso della puntata de "Le Iene presentano Inside", dedicata proprio alle dipendenze

Fernanda Lessa è tornata in tv, a Le Iene, per raccontare di come sia ricaduta nel baratro dell’alcolismo, cedendo dopo oltre quattro anni di sobrietà a causa di una tragedia privata che l’ha sconvolta. Con coraggio e schiettezza, la showgirl brasiliana ha parlato a cuore aperto di quello che è successo solo poche settimane fa: lo ha fatto nel corso della puntata de “Le Iene presentano Inside“, dedicata proprio alle dipendenze. “Il mio nome è Fernanda Lessa, ho 45 anni e sono un’alcolista. Sono riuscita a stare per quattro anni e tre mesi sobria. Il 5 novembre ho avuto una ricaduta“, ha ammesso con lo sguardo dritto verso la telecamera.

“Ho perso un’amica cara. E’ stata una tragedia perché si è tolta la vita. Quando capitano queste cose di solito mi chiudo nella mia stanza, ma non ho potuto farlo perché c’era la festa di compleanno della mia migliore amica il giorno dopo”, ha confidato Fernanda Lessa. “Quando sono entrata ho avuto un attacco di panico, non ne avevo mai avuti prima. Mi sentivo i polmoni di piombo, mi mancava l’aria e non riuscivo a vedere quello che stava succedendo. Sentivo un dolore profondo. Sembrava che una valanga di neve mi stesse passando sopra. Fissavo il vuoto e quando mio marito o la mia amica mi chiedevano cosa stava succedendo, questo mi faceva andare fuori di testa”, ha continuato. “Mi incaz*avo tantissimo perché se stavo fissando il vuoto, arrivavano mio marito o la mia migliore amica e mi dicevano: ‘Fernanda, cos’hai?’. Questo mi faceva uscire fuori di testa. Che caz*o chiedi cos’ho! Dovevo togliere quel peso e allora ho pensato di bere. Sono andata al bar e ho chiesto una vodka liscia. In quel momento sentivo che stavo avvelenando il mio corpo. Sentivo il gusto del veleno, ma volevo farmi del male e allora ho continuato con altri shot…”.

Quindi, ha parlato anche del percorso verso la sobrietà: “Se sono riuscita a farmi dare una mano? Per l’alcol sì, terapia, psicanalisi, meditazione, faccio yoga da quando ho 18 anni. Gruppi di sostegno? Mi piacerebbe se fossi in un altro paese. Chi mi ha aiutato a smettere? Mio marito e le mie due dottoresse che sono state con me 5 anni. Io non ho mai nascosto i miei problemi di dipendenza alle mie figlie, loro hanno visto quanto ho sofferto per smettere, quanto sono migliorata come persona da quando ho smesso. In fondo ho creato un trauma nelle mie figlie ( Lua Clara e Ira Marie, avute con il tastierista dei Subsonica Boosta) al punto che loro hanno il terrore dell’alcol. Non so se questo è positivo o negativo…”. Una testimonianza schietta e potente, un monito ai tanti, troppi, ragazzi che si approcciano all’alcol con leggerezza, ignari delle conseguenze per la salute e del rischio di cadere nella dipendenza.