Giustizia & Impunità

Alberto Genovese, dopo la condanna nuove accuse: anche detenzione di materiale pedopornografico

Il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella e i pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini hanno notificano all'imprenditore un nuovo avviso di conclusione indagini

Dopo la condanna a 8 anni e 4 mesi emessa a settembre, ad Alberto Genovese la procura di Milano contesta altre violenze sessuali, ma anche l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico e di intralcio alla giustizia. Il procuratore aggiunto di Milano Letizia Mannella e i pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini hanno notificano all’imprenditore un nuovo avviso di conclusione indagini come scrive La Repubblica.

I poliziotti della squadra mobile di Milano hanno individuato nel pc dell’ex imprenditore del web “materiale pornografico realizzato utilizzando minori di anni 18”. Da quanto risulta sono state trovate “numerosissime fotografie e video di soggetti minorenni privi di vestiti o in atteggiamenti sessuali espliciti”. Insieme all’ex imprenditore, si legge nell’articolo online, “sono indagati anche la ex di Genovese, Sarah Borruso, per due episodi di violenza sessuale del febbraio e maggio 2020, e anche il suo braccio destro Daniele Leali, accusato di intralcio alla giustizia (in concorso con Genovese) per il tentativo di condizionare con ottomila euro e viaggi all’estero la testimonianza della vittima di Terrazza Sentimento“. Leali “è anche indagato per spaccio di droga per lo stupefacente acquistato con il denaro dell’imprenditore”, riporta il sito del quotidiano. “Oltre agli episodi di stupro ai danni di un ragazza già entrata nella prima indagine” come parte offesa, a Genovese “è contestata anche l’accusa di violenza sessuale di gruppo per la notte del 25 febbraio 2020”, sempre insieme alla ex fidanzata. Nel corso di una festa nell’attico in centro, l’imprenditore avrebbe offerto droga alla ragazza fino a “scemarne le facoltà”.