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Il sindaco di Francoforte “licenziato” dai suoi cittadini: il 95% ha votato perché se ne vada. Gaffe e indagini per corruzione: ecco chi è

Il socialdemocratico Peter Feldmann è a giudizio per presunti favori alla futura moglie (direttrice di un asilo) e ha inanellato una serie incredibile di figuracce. Finora è rimasto aggrappato alla poltrona e così i partiti (compreso il suo) hanno raccolto le firme e hanno messo in modo la procedura per l'indizione della consultazione popolare. In 201mila vogliono che lasci

Il sindaco di Francoforte Peter Feldmann (Spd), a processo per corruzione, deve lasciare l’incarico in esito al referendum popolare tra i suoi concittadini di domenica. In 201.825 (il 95% circa) hanno scelto di mandarlo via, mentre solo 10.371 vogliono che rimanga alla guida del Comune. Il superamento del quorum del 30% era stato il grosso interrogativo: il giorno della consultazione c’era piuttosto bel tempo e già al ballottaggio per la sua rielezione, che stravinse nel 2018, aveva partecipato appena il 30,2% degli aventi diritto. Soglia più che superata visto che la partecipazione, secondo l’ultimo dato della Frankfurter Allgemeine Zeitung, è arrivata quasi al 42 per cento degli aventi diritto. I referendum “di sfiducia”, come questo, su iniziativa dei Consigli comunali (con un numero minimo di firme di presentazione e maggioranze di approvazione) sono contemplati in almeno 11 Länder. In tre di questi è ammesso anche che possano partire direttamente per iniziativa popolare. In passato ci sono stati altri 21 casi di sfiducia di primi cittadini in Assia e solo tre sindaci sono riusciti a rimanere in carica.

Il declino di Feldmann è iniziato nel novembre 2019 allorché emerse un possibile accordo di scambio tra la dirigenza dell’ente di assistenza sociale dei lavoratori Awo. La sua futura coniuge avrebbe avuto un posto di direttrice in un asilo dell’ente, con uno stipendio sopra tariffa ed auto di servizio, perché lui era sindaco. Sull’onda dello scandalo la moglie ha restituito volontariamente nel gennaio 2020 la differenza ricevuta in eccesso. Ma non è bastato a scongiurare al primo cittadino una procedura disciplinare del ministero degli Interni e un’inchiesta della Procura.

Feldmann dapprima aveva promesso che non si sarebbe ricandidato nel 2024, poi che avrebbe abbandonato nel gennaio 2023. Di fronte all’incombere del processo la stessa Spd gli aveva chiesto di lasciare, invano. Ed anche quando in luglio due terzi dei consiglieri comunali gli hanno tolto la fiducia, non ha sgombrato l’ufficio al Römer nel termine del 22 luglio. Si è così giunti alla consultazione popolare.

Nel frattempo, l’attività del Comune è stata quasi bloccata, con un sindaco sempre più discusso anche per le sue cadute di stile. Dopo la vittoria dell’Eintracht di Francoforte in Europa League, strappò il trofeo dalle mani dei giocatori, di cui pure pronunciava male i nomi. In un aereo prese il microfono di bordo per annunciare che le assistenti di volo l’avevano posto “fuori combattimento ormonale”. Fino alle accuse della Procura di vantaggi illeciti ed il processo aperto il 18 ottobre.

Il primo giorno del dibattimento “ha messo un bicchiere di caffè di fronte a sé come se non fosse al banco degli accusati, ma in un bar”, ha ricordato Gianna Niewel sulla Süddeutsche Zeitung. Dal secondo giorno, poi, ha fatto di tutto per convincere di non sapere nulla del contratto di lavoro di sua moglie, di non essersene interessato. In una dichiarazione letta dal suo avvocato dichiarò di averla sposata perché era rimasta incinta ed avrebbe preferito abortisse. Affermazione per cui si è scusato dopo con la figlia, via Facebook.

Feldmann si era presentato come candidato sindaco per la prima volta nel 2012 ed aveva vinto il ballottaggio col 57,4 per cento dei voti. Nel 2018 aveva vinto di nuovo al ballottaggio con il 70,8 per cento delle preferenze. Oggi si dice che il successo lo abbia spinto a troppa presunzione, che non leggeva i documenti e si presentava impreparato alle sedute. Si racconta anche che facesse fare al suo autista un giro dell’isolato in più per far sì che gli altri dovessero aspettarlo.

Dopo il voto il sindaco ha dichiarato alle telecamere: “Mi impegnerò ancora, sono una persona ottimista”, ringraziando chi lo ha sostenuto e ricordando i suoi successi per affitti pagabili ed asili gratuiti. Il risultato delle urne sarà ufficializzato l’11 novembre. Fino ad allora resterà in carica e poi entro quattro mesi dovrà essere eletto un successore. Alle ultime due udienze nel suo processo non è comparso, prima perché malato di Covid e poi in forza di certificato medico per “status psicologico eccezionale”.