Cronaca

Alluvione Marche, il sopravvissuto di Ostra: “Lavori fermi per frammenti di amianto nel fango e burocrazia”. Provincia: “Mai fermati”

A Pianello, fatte salve le opere di emergenza, in un mese non è stato mosso un dito: l’alveo e i margini del fiume, ridotto a un timido e quasi inoffensivo rigagnolo, non sono stati sfiorati, restano i banchi di fango, le piante divelte e il rischio che in caso di nuova piena le casette di via Fiume vengano spazzate via. Viaggio sui luoghi del disastro

La polvere, il fango essiccato e la desolazione: Pianello di Ostra, la frazione più colpita in termini di vittime e di danni dall’alluvione del 15 settembre scorso, rischia di trasformarsi in un paese fantasma. A un mese esatto dalla terribile ondata di piena del fiume Misa, che ha spazzato via la vita di quattro persone e causato danni incalcolabili, a Pianello, fatte salve le opere di emergenza, non è stato mosso un dito: l’alveo e i margini del fiume, ridotto a un timido e quasi inoffensivo rigagnolo, non sono stati sfiorati, restano i banchi di fango, le piante divelte e il rischio enorme che in caso di nuova piena le casette di via Fiume vengano spazzate via. Un mese è un arco temporale non così ampio, tuttavia ci si chiede come mai, a parte vigili del fuoco, protezione civile e le squadre di volontari da mezza Italia, intervenuti nelle prime settimane, da giorni non si veda più nessuno.

Uno dei motivi, davvero assurdi, lo spiega un residente del palazzo delle Poste nel cui garage la sera dell’incubo morirono tre persone, Diego Chiappetti, Giuseppe e Andrea Tisba: “Queste giornate di buone condizioni meteo potevano essere decisive per mettere in sicurezza il fiume e le sponde, ma come può ben vedere da solo qui non c’è anima viva. Nei giorni scorsi sono venuti dei tecnici che hanno rilevato la presenza di frammenti di eternit in mezzo al fango, parti di tettoie di capanne distrutte dalla forza dell’onda lungo il fiume. Il problema sta bloccando qualsiasi intervento e il Misa resta una minaccia, senza contare che in caso di una nuova piena quei frammenti scenderebbero verso il mare”.

Claudio Olivi la sera del 15 settembre scorso si è salvato per miracolo. Sotto il garage della morte c’era anche lui, capace di uscire fuori con la sua auto pochi secondi prima che il fango intrappolasse i suoi vicini di casa: “Invece di rimuovere il fango e sistemare il fiume, pulendolo, mettendo in sicurezza gli argini, tutto si è bloccato a causa di quei frammenti di amianto e soprattutto della burocrazia. Tanti si sono riempiti la bocca con le promesse, ma visto l’andazzo ci attendono tempi lunghi e dolorosi. Se le istituzioni non intervengono da Pianello, almeno nella zona vecchia, scapperanno tutti”.

Proprio per fungere da pungolo nei confronti di Regione, Provincia e Comune, i cittadini di Pianello hanno attivato ufficialmente il Comitato degli Alluvionati della frazione di Ostra, con tanto di portavoce e programma. Una riunione dove saranno presenti praticamente tutti i residenti, successiva alla prima partita in casa della squadra di calcio locale nel suo impianto. Una partita dedicata alla memoria di Andrea Tisba, studente di ingegneria e giocatore del team ostrense. L’incontro sarà preceduto da una cerimonia di commemorazione alla presenza della madre di Tisba, Adriana Pianelli.

Il garage della morte nel frattempo è stato ripulito, i pompieri hanno posto dei sigilli nei box, ma a parte questo nulla si è mosso neppure su quel fronte, a partire dalle indagini per stabilire eventuali responsabilità: “Inchiesta? Nessuno mi ha chiamato per chiedere una deposizione, né i carabinieri né tanto meno la procura – racconta Pianelli -. Immagino sia partita un’indagine, ma non ricordo di aver visto qui alcun inquirente e ripeto, non sono stata mai contattata. Giuseppe e Andrea (marito e figlio, ndr) non me li ridà indietro nessuno, ma almeno chi di dovere faccia qualcosa per dare vita a questo paese. La maggior parte delle persone che vivevano in questa zona se n’è andata e molti non ritorneranno”.

Soltanto nel palazzo dove vive la signora Pianelli tre inquilini non abitano più lì. Compreso l’ufficio postale, vitale per tutte le frazioni a valle di Ostra, da Casine a Pongelli. I dipendenti sono stati trasferiti a Ostra e a quanto pare quello sportello riaprirà, forse, ma i tempi sono davvero incerti. La moglie di Diego Chiappetti ha lasciato l’appartamento, così come la coppia di pensionati che viveva al piano terra. L’altro servizio di riferimento della frazione era il negozio di alimentari. Il titolare, il giorno dopo l’alluvione, aveva alzato bandiera bianca annunciando la fine del punto vendita. L’unica, vera buona notizia è proprio la riapertura del negozio: “Non ci siamo mai fermati per ripulire e sistemare il locale, avviando i lavori sin da subito – afferma il proprietario dei muri del supermercato, Valter Ricciotti -. L’intenzione è riaprire l’alimentari prima di Natale, ce la metteremo tutta, anche se la burocrazia ci sta mettendo i bastoni tra le ruote con i permessi. Nei mesi di chiusura forzata ho fermato il pagamento dell’affitto, ci mancherebbe”.

Un’altra buona notizia, seppur parziale, è l’imminente riapertura del ristorante il Coppetto, più a monte rispetto a Pianello, a metà strada con Pongelli di Ostra Vetere. I danni irreversibili al ponte della Strada provinciale che collega l’Arceviese alla Vallesina richiedono un intervento lungo mesi e alle viste non sembra neppure attuabile la soluzione del ponte provvisorio: “Il nostro ristorante si trova proprio all’altezza dell’omonimo ponte e chi viene dall’Arceviese è costretto a un percorso lunghissimo – spiega il problema Romina Olivetti, una delle titolari -. Stiamo aspettando che le istituzioni ci dicano il da farsi, ma intanto abbiamo ricevuto tantissime richieste da parte dei nostri clienti che ci chiedono di riaprire. Volevamo aspettare novembre, ma è probabile che forse già dalla prossima settimana riattiveremo il ristorante, ma solo nei fine settimana”.

L’ente responsabile per il ponte in questione e per il grosso delle strade della zona della Valle del Misa è la Provincia: “Entro la settimana prossima verranno affidati i lavori per il ponte del Burello, sulla Strada Provinciale 18, e quello vicino l’eliporto di Serra de’ Conti, la Sp 11, e infine il ponte della Sp 14 in territorio di Arcevia – elenca gli interventi il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali -. Sono più avanti i lavori per la riapertura della Sp 16 e della Sp 48 tra Sassoferrato e il pesarese dove alcune zone sono ancora isolate. Contiamo di riattivare quei percorsi entro la fine del mese. Per quanto concerne il ponte del Coppetto, così come per un altro lungo la strada che collega Ostra Vetere a Castelleone di Suasa, credo che la soluzione del ponte provvisorio non sia percorribile. Stiamo cercando di reperire risorse per avviare lavori definitivi, ma il nostro budget richiede il supporto di altre fonti istituzionali. Non ci siamo mai fermati dalla sera dell’alluvione, ma non è facile per noi intervenire”.

Un mese se n’è andato e alla lista delle vittime, 12, manca il corpo di Brunella Chiù, la 56enne residente a Barbara travolta dalla piena assieme alla figlia Noemi di 17 anni: “Le ricerche non si fermano, siamo operativi anche in questo momento, ma purtroppo non ci sono ancora novità. Stiamo scandagliando i corsi d’acqua del Misa e del Nevola, in ogni anfratto possibile – racconta uno dei funzionari dei vigili del fuoco attivi da settimane sul fronte delle ricerche dell’unica dispersa -. Il 18 ottobre è prevista una riunione della cabina di regia per capire se andare avanti ancora, limitare o interrompere le ricerche”.