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“Nato dovrebbe attaccare preventivamente la Russia”: scontro su parole di Zelensky. Mosca: “Vuole guerra mondiale”. Kiev: “Parlava al passato”

L'ambiguità delle sue parole, in particolare il termine "strikes", ha provocato l'immediata reazione del Cremlino: "Conseguenze imprevedibili e mostruose". Il suo consigliere Podolyak: "Fake news russe, diceva di intensificare sanzioni e aiuti armati". Il portavoce del presidente ucraino: "Parlava del periodo prima del 24 febbraio, in quel momento si discuteva di sanzioni". In effetti, il 19 febbraio, chiese di disporle prima dell'attacco

Un’intervista-intervento di Volodymyr Zelensky all’Australian Lowy Istitute, think-thank che conduce ricerche politiche, ha scatenato polemiche e la dura reazione di Mosca. Il presidente ucraino ha detto per “escludere la possibilità dell’uso di armi nucleari da parte della Russia”, la Nato “dovrebbe colpire preventivamente”. La traduzione delle sue parole è riportata, tra gli altri, da Stana, Ukrinform e Meduza in inglese. “Cosa dovrebbe fare la Nato? Escludere la possibilità di utilizzo di armi nucleari da parte della Russia. Ma la cosa importante, mi rivolgo ancora alla comunità internazionale, è com’era prima del 24 febbraio: attacchi preventivi, in modo che sappiano cosa accadrà se la usano. E non il contrario, aspettare che la Russia colpisca per dire ‘oh, è che sei sei, ora puoi togliercelo’. Riconsiderare il modo in cui applichi la pressione, l’ordine di applicazione”.

L’ambiguità delle sue parole, in particolare il termine “strikes”, traducibile con attacco, ha provocato l’immediata reazione del Cremlino. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, che ha definito il discorso di Zelensky come “una appello a iniziare una guerra mondiale” con “conseguenze imprevedibili e mostruose”. Per Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, “l’Occidente sta alimentando una guerra nucleare”. E ha quindi definito il presidente ucraino un “burattino” e “personaggio squilibrato”, che “si è trasformato in un mostro che può distruggere il pianeta”. Di fronte alla presa di posizione di Mosca, sono intervenuti il consigliere del presidente, Mykhailo Podolyak, e il suo portavoce Serhii Nikiforov. Il primo ha definito in un tweet le reazioni russe con “un altro falso” perché da parte di Zelensky “non è arrivata una parola su un attacco nucleare preventivo” contro la Russia.

Di certo, infatti, il presidente non ha mai parlato di attacchi nucleari. Quindi, ha continuato Podolyak, “Zelensky ha ricordato il ricatto nucleare russo e ha offerto al mondo di delineare preventivamente le conseguenze per la Russia e intensificare gli attacchi alla Russia: sanzioni e aiuti armati”. Nikiforov ha invece chiarito che non è stato richiesto alcun attacco nucleare: “Il presidente parlava del periodo prima del 24 febbraio. In quel momento avrebbero dovuto essere utilizzate misure preventive per impedire alla Russia di scatenare una guerra. Vi ricordo che le uniche misure discusse in quel momento erano le sanzioni preventive”, ha detto. Il 19 febbraio, intervenendo alla conferenza della Sicurezza di Monaco, Zelensky aveva detto: “Sulle sanzioni abbiamo discusso. Se mi dicono che l’attacco militare ci sarà al 100% io chiedo ‘perché aspettare?’ Siano disposte subito. A cosa servono le sanzioni, dopo i bombardamenti? E dopo l’occupazione?”.