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Lombardia, la rottura tra Fontana e Moratti: “Con lei rapporto incrinato, ma ascolterò centrodestra”. La vice: “Attendo fiduciosa”

L'incontro ai vertici del Pirellone, dopo lo scontro aperto dall'ex sindaca di Milano, che ieri ha annunciato di essere candidata alle regionali del marzo del 2023, sostenendo di aver accettato l'incarico in giunta nel 2021 perché esisteva un impegno da parte del leghista per "un passaggio di testimone a fine legislatura". Il presidente: "Se vuole essere parte della nostra squadra o se invece vuol far parte di un’altra squadra"

“La decisione su Letizia Moratti verrà presa dopo un confronto con i leader del centrodestra”. Attilio Fontana commenta così l’incontro di circa un’ora ai piani alti del Pirellone con la numero due della regione Lombardia. Il presidente lombardo ha precisato comunque che il loro rapporto è ormai incrinato“: “Questa sera – ha dichiarato Fontana in una nota – ho evidenziato alla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, in maniera chiara e inequivocabile, che il nostro rapporto fiduciario, sul piano del posizionamento politico, si è incrinato”. “Ciò nonostante – ha aggiunto – essendo io il garante della coalizione in Lombardia e per senso di responsabilità rispetto al momento politico nazionale che stiamo vivendo, mi riservo di prendere una decisione definitiva dopo un confronto con i leader del centrodestra“, conclude il governatore.

A stretto giro la replica della vicepresidente della Regione: “Al presidente Attilio Fontana ho confermato la coerente disponibilità offerta al centrodestra” di essere candidata presidente della Lombardia, scrive Letizia Moratti in una nota, aggiungendo di aspettare una decisione del centrodestra. “Resto in fiduciosa attesa che si esprimano definitivamente in merito i leader nazionali del centrodestra – ha aggiunto – dopo la formazione del nuovo Governo, che in questo momento è la priorità assoluta del nostro Paese”. Incarico e deleghe rimangono, almeno per il momento, nelle mani dell’assessora lombarda anche dopo il faccia a faccia a 24 ore esatte dallo scontro a distanza di giovedì sera. Un fronte aperto proprio dalle dichiarazioni dell’ex ministra dell’Istruzione, che ieri aveva annunciato di essere in campo per le regionali del marzo del 2023.

E questo nonostante fosse nota la ricandidatura di Fontana. Intervistata da Marco Damilano su Rai3, Moratti ha sostenuto che da parte del governatore era stato preso un impegno per “un passaggio di testimone a fine legislatura”. Ieri, in serata, Fontana aveva smentito nettamente. Oggi è tornato sull’argomento spiegando di aver convocato la sua vice per un incontro: “Ci incontreremo finito questo tour, l’ho convocata e ci vedremo nel mio ufficio questa sera”, ha detto il governatore a margine del tour per illustrare le Aree Interne del Verbano-Piambello, nel Varesotto.”Se sarà mia avversaria? Dovrà chiarire questo fatto: non possiamo continuare ad andare avanti con questa strana situazione. Bisogna che si dia una svolta e che si capisca se vuole essere parte della nostra squadra o se invece vuol far parte di un’altra squadra”, ha aggiunto Fontana. Esplicitando ancora quello che è il suo ultimatum: “Se intende partecipare a un’altra avventura diversa dalla nostra, non potrà amministrare al nostro fianco, questo mi pare evidente”. Come dire: o Moratti ritira quanto dichiarato ieri oppure dovrà dimettersi dalla giunta.

Difficile che si possa trovare un accordo, visto che le dichiarazioni dell’ex sindaca di Milano erano state nette. “Sono stata chiamata dal presidente Fontana in un momento difficile e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l’impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura”, ha raccontato l’attuale vicepresidente della Regione su Rai3. Il riferimento è a quando nel gennaio del 2021, in piena seconda ondata di Covid, accettò d’entrare in giunta come vicepresidente e assessore al Welfare. “Ho lavorato e lavoro coerentemente a quell’impegno ma coerentemente a quelle indicazioni ho costruito anche una rete civica. La mia non è un’autocandidatura ma una disponibilità, è diverso”, ha sottolineato Moratti, spiegando di non essersi mossa in autonomia. Anzi, ha aggiunto, c’è stato chi le ha chiesto esplicitamente di muoversi verso la candidatura alle Regionali. A chi si riferisce? “Per riservatezza istituzionale, finché il centrodestra non chiarirà la sua posizione non dirò chi”, si è limitata a dire l’ex ministra dell’Istruzione. Che per questo motivo si dice indisponibile per un incarico ministeriale – si era parlato della Salute – in un futuro governo di Giorgia Meloni. “Sarei onorata ma non accetterei. Penso di poter dare un maggior valore aggiunto qui nella mia regione”, ha detto, aggiungendo di essere in “campo con una rete civica ma coerentemente aspetto una decisione da parte della intera coalizione del centrodestra“. Parole che hanno incendiato la coalizione, con la Lega che ha attaccato la vicepresidente, chiedendone le dimissioni.