Diritti

Lotta all’Aids, tubercolosi e malaria: “Servono finanziamenti per il Global fund. L’Italia faccia la sua parte per garantire il diritto alla salute”

Si punta ad aumentare la quota anche alla luce di quanto risulta dall’ultimo Rapporto, datato 2022: per la prima volta nella storia del Fondo globale si è registrato un regresso nei principali risultati programmatici delle tre patologie. Stefania Burbo: "Prepararsi alle prossime crisi sanitarie"

Il Fondo globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malariaGlobal Fund – da anni si occupa di fornire sovvenzioni per contrastare la diffusione delle tre patologie a livello globale. Il 21 settembre a New York si è tenuta la nuova conferenza di rifinanziamento, che ha cadenza triennale. L’obiettivo è raccogliere 18 miliardi di dollari per il periodo 2023-2025, pari cioè al 30% in più rispetto ai fondi del periodo precedente. Si punta ad aumentare la quota anche alla luce di quanto risulta dall’ultimo Rapporto, datato 2022: per la prima volta nella storia del Fondo globale si è registrato un regresso nei principali risultati programmatici delle tre patologie. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i decessi per tubercolosi sono aumentati da 1,2 milioni nel 2019 a 1,3 milioni nel 2020. Allo stesso modo, il numero di persone morte per malaria è aumentato del 12% rispetto al 2019, con 627.000 morti. Sebbene il numero stimato di decessi dovuti all’Hiv sia leggermente diminuito, il numero di persone che si sottopongono al test è diminuito del 22%, mentre i servizi di prevenzione hanno subito una riduzione dell’11%. Per mitigare l’effetto, il Global Fund ha assegnato oltre 4,4 miliardi di dollari. “Anche l’Italia è chiamata a fare la sua parte”, ha detto Stefania Burbo, focal point del Network italiano Salute Globale, “per contribuire a rafforzare il diritto alla salute per tutte e tutti, sempre più minacciato dall’impatto dei conflitti e del cambiamento climatico, nonché a prepararsi alle future crisi sanitarie garantendo la continuità dei servizi per la salute in caso di emergenze”.

Msf: “18 miliardi? Non bastano” – Medici senza frontiere (Msf) ha espresso la necessità di ampliare i fondi per contrastare le tre malattie e ha giudicato “insufficienti” i 18 miliardi richiesti. Lo ha fatto nel proprio rapporto ‘Bridging the gaps/ Colmare i gap’, con cui chiede ai donatori – Italia inclusa – di aumentare il sostegno. Nel rapporto viene analizzata la situazione in 7 paesi (Guinea, Mozambico, Myanmar, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan e Uganda) dove le équipe di Msf si definiscono testimoni di un peggioramento della situazione sanitaria per la mancanza di fondi, aggravata – appunto – dall’emergenza Covid e dalla crisi economica. Si stima, spiega l’organizzazione, che siano necessari 130 mld di dollari per contrastare HIV, tubercolosi e malaria per il triennio 2024-26: il Global Fund potrebbe contribuire per il 14% con 18 miliardi di dollari e un altro 19% dovrebbe arrivare da altri finanziamenti internazionali, mentre le risorse messe in campo dai Paesi colpiti dovrebbero rappresentare il 45% del totale, a cui mancherebbe ancora il 22% dei fondi necessari.

Il sistema sanitario e la comunità – “Il Fondo globale è anche il principale finanziatore multilaterale dei sistemi sanitari”, spiega ancora Stefania Burbo, referente del Network Salute Globale. “Perciò, è entrato molto in gioco per contrastare il dilagare della pandemia di Covid. Un esempio: laboratori per la diagnosi della tubercolosi possono essere messi a disposizione anche per diagnosticare eventuali positività al Coronavirus. Il rafforzamento delle strutture va in questo senso: contrastando queste tre patologie si agisce anche su altro”. In questo senso c’è da sottolineare il ruolo dei sistemi sanitari comunitari: “In molti Paesi le strutture ospedaliere sono solo in città, nelle zone rurali mancano. Per questo, ci si avvale di operatori di sanità formati apposta per sensibilizzare la comunità. Per lottare contro il Covid ci si è appoggiati a loro: le ong lavorano in partnership con i governi per incentivare, tramite il Fondo globale, queste figure. Vivono loro stesse nelle comunità e sanno fornire una serie di raccomandazioni”. I Paesi in questione sono soprattutto quelli dell’area sub-sahariana. Fra queste c’è il Mozambico: “Il ministero della Salute ha tentato di aumentare la disponibilità di farmaci, dall’altra ha tentato di agire con gli operatori di comunità per ridurre i contagi”. Nel 2020, infatti, il numero dei posti letto di Terapia intensiva non superava quota 40.

Hiv, Tbc, malaria – Il Global Fund fornisce il 30% dei fondi internazionali per i programmi di trattamento dell’Hiv. Nei Paesi in cui il Fondo investe, le morti da Aids sono state ridotte del 70% tra il 2002 e il 2021. La percentuale di persone bisognose della terapia antiretrovirale è aumentata nel corso della decade passata, dal 23% nel 2010 fino al 75% nel 2021. Per quanto concerne invece la tubercolosi, l’intervento di Gf ha ridotto le morti del 21% tra il 2002 e il 2020. Nello stesso periodo, quelle per la malaria sono state ridotte del 26%.

Ucraina – “Una crisi globale irripetibile del costo della vita è in corso, sovralimentata dalla guerra in Ucraina. Circa 94 Paesi che ospitano 1,6 miliardi di persone – molti in Africa – affrontano una tempesta perfetta”, ha invece commentato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aprendo il dibattito in Assemblea Generale. Proprio la situazione in cui versano Kiev e le altre città ucraine è, per ovvi motivi, più preoccupante di altre: “Nel Paese c’è un’alta incidenza di casi di tubercolosi”, ha detto Burbo. “E i pazienti non possono in questo momento accedere alle cure o ai trattamenti, a causa del conflitto in corso. Si tratta di un esempio, ma fa capire la necessità e l’urgenza di un intervento puntuale”.