Cronaca

Testa di maiale infilzata su un’asta vicino alla stele in memoria di Calabresi: indaga la Digos

La scoperta nello stesso quartiere in cui il commissario fu ucciso nel 1972. La matrice politica del gesto non è l'unica ipotesi su cui stanno indagando le forze dell'ordine: un macabro gioco che circola sul deep web e un semplice atto di inciviltà sono le altre due piste seguite. Nel frattempo, l'assessore alla sicurezza di regione Lombardia stigmatizza il "gesto riprovevole e disgustoso nei confronti di un encomiabile difensore del bene comune"

Una testa di maiale infilzata su un’asta. È la scoperta fatta da una cittadina vicino alla stele che ricorda il commissario Luigi Calabresi, tra via Giotto e via Cherubini, a Milano, nello stesso quartiere dove il commissario di Polizia fu ucciso nel 1972 da un commando di Lotta Continua come vendetta politica per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli. Sono in corso indagini per identificare l’origine del gesto. Gli investigatori della Digos stanno prendendo in considerazioni tre ipotesi: un gesto politico in sfregio alla memoria di Calabresi, un gesto di inciviltà che nulla ha a che vedere con il commissario, oppure un gioco macabro che sta girando sul deep web.

Secondo i commercianti della zona, le indagini devono concentrarsi sulle bancherelle che cucinano la porchetta nel vicino mercato di Pagano: la testa potrebbe essere lo scarto di un maiale cucinato. Una delle piste è legata a una “sfida” che circola nella porzione di Internet invisibile ai motori di ricerca i cui partecipanti devono infilzare una testa di maiale su un’asta, proprio come nel romanzo Il signore delle mosche. L’altra, invece, è quella di la matrice politica del gesto, anche se sarebbe strana l’assenza di rivendicazione: non sono stati ritrovati né volantini né scritte a riguardo. Nel frattempo Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di polizia (Sap), dichiara che “dileggiare chi ha sacrificato la propria vita per la legalità e per servire questo paese è oltremodo disgustoso”.

Per l’assessore alla sicurezza di regione Lombardia, Romano La Russa, si tratta di “un gesto riprovevole e disgustoso nei confronti di un encomiabile difensore del bene comune”. L’assessore precisa anche che se le indagini dovessero trovare nella malavita milanese gli autori di questo gesto, ciò “testimonierebbe il preoccupante clima di dissidenza che a Milano continua a sopravvivere”.