Politica

Politiche giovanili, c’è poco oltre la strategia social: nei programmi dei partiti molte promesse, pochi dettagli e coperture ignote

Gli esponenti dei maggiori schieramenti si sono catapultati su Tik Tok con risultati piuttosto risibili. Nonostante i proclami, l’interesse per le nuove generazioni è quasi sempre insufficiente. Il Pd punta a superare il Jobs Act (ma non lo scrive), Calenda pensa più ad aiutare le imprese che non i ragazzi, le destre a contrastare le devianze ed il disagio generazionale

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni politiche del 25 settembre e in questi ultimi scampoli di campagna elettorale i leader di partito stanno facendo di tutto per provare a conquistare il voto dei giovani. Proprio sul rush finale, gli esponenti dei maggiori schieramenti si sono catapultati su Tik Tok, la piattaforma social che conta quasi 15 milioni di utenti in Italia, per lo più giovani under 30, con risultati piuttosto risibili. Nonostante i proclami social, infatti, l’interesse per i giovani nella maggior parte dei programmi elettorali emerge meno e si rintracciano moltissime promesse e proposte poco dettagliate sul mondo giovanile, quello più toccato dagli effetti della crisi economica e a rischio povertà. Ignote, soprattutto, sono le coperture. Ilfattoquotidiano.it ha analizzato le proposte contenute all’interno dei programmi: il quadro è abbastanza diversificato, con forti similitudini tra i partiti di centrodestra e centro – che puntano per lo più alle imprese – e tra quelli dell’area più a sinistra, più sensibili alla lotta al precariato e alle questioni ambientali. I provvedimenti più trasversali? Il rafforzamento del fondo di garanzia per facilitare l’acquisto della prima casa per gli under 35 e gli sgravi fiscali per favorire l’assunzione dei giovani da parte delle imprese, misure che trovano tutti d’accordo.

PD – Come annunciato da Enrico Letta, il Partito Democratico ha intenzione di superare l’attuale visione del mercato del lavoro mettendo in soffitta il Jobs Act proponendo una riforma del lavoro su modello spagnolo, ma dal programma ufficiale non emerge. Vengono citati invece la lotta al precariato, il salario minimo sulla base del percorso intrapreso dal Governo Draghi, l’abolizione degli stage gratuiti, un contributo affitti di 2mila euro per studenti e lavoratori in base al reddito e un piano per affitti accessibili agli under 35, la dote di 10mila euro ai diciottenni per coprire le spese relative alla casa, all’istruzione e all’avvio di un’attività lavorativa. Tra le proposte per i giovani anche il voto ai sedicenni, l’estensione dell’obbligo scolastico a 18 anni e una legge per garantire il diritto di voto ai fuorisede.

SINISTRA ITALIANA E VERDI – L’alleanza in corsa con il Partito Democratico punta su tanti temi cari ai giovanissimi, come la lotta al precariato e l’ambientalismo. Nel programma si propone l’introduzione di un salario minimo di 10 euro l’ora e una riforma per rendere più difficoltosa la stipulazione di contratti a tempo determinato. Sul fronte scuola e istruzione, invece, viene proposta l’estensione dell’obbligo scolastico fino a 18 anni e del tempo pieno e la gratuità dell’istruzione, dal nido all’università.

TERZO POLO – La coalizione costruita da Italia Viva e Azione propone un programma che, più che guardare ai giovani, guarda alle imprese. Zero tasse per i giovani che avviano un’impresa per i primi tre anni, incentivazione all’attivazione di piani di previdenza complementare per gli under 35 – con quali risorse economiche non si sa, dato il livello salariale medio di questo target elettorale. Tra le varie proposte, l’introduzione di un salario minimo attraverso “una serie di azioni condivise con le parti sociali” per cui non viene specificata la cifra minima oraria e il ripristino dei voucher. E ancora, agevolazioni per le imprese che attribuiscono un rimborso spese o trasformano il contratto di tirocinio in lavoro, estensione delle lauree abilitanti e introduzione di compensi minimi per i periodi di praticantato. E infine, la chicca: un viaggio gratis a tutti gli under 25 per conoscere la Capitale d’Italia.

FDI – I giovani sono citati 21 volte nel programma di Fratelli d’Italia. Le proposte? Molte volte a raddrizzare una gioventù perduta: promozione di stili di vita sani per contrastare il disagio e le devianze giovanili e lotta alle dipendenze. Lato lavoro, zero tasse per i primi tre anni per i giovani under 30 che si mettono in proprio e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro rilanciando il contratto di apprendistato e i tirocini. Anche per Fdi è necessaria la reintroduzione dei voucher lavoro. Fratelli d’Italia propone inoltre l’introduzione di un “accordo volontario tra lavoratori e datori di lavoro per consentire l’anticipo di una quota dello stipendio mensile, in modo che i lavoratori che lo richiedano possano avere parte dello stipendio ogni 15 giorni”.

LEGA – Il partito guidato da Matteo Salvini ha un obiettivo ambizioso: spostare in là l’età che definisce giovane un giovane. Nel programma elettorale della Lega, infatti, è presente la proposta di estendere il contratto di apprendistato fino ai 35 anni anziché gli attuali 30. Proseguendo si trova l’istituzione di un “Servizio Nazionale obbligatorio di Cittadinanza per la difesa militare, la protezione civile e il soccorso pubblico che prepari e coinvolga i giovani cittadini italiani a svolgere un servizio in favore della comunità di cui fanno parte e di cui devono essere protagonisti attivi”, l’erogazione di buoni casa o di contributi specifici per le giovani coppie con almeno un figlio che intendano acquistare la prima casa, campagne di comunicazione rivolte ai più giovani sui rischi sociali ed economici della denatalità. “Molti giovani, infatti, tendono a ritardare le proprie scelte familiari o a evitare di creare una famiglia perché vista come luogo di privazione della libertà, di costi eccessivi e di responsabilità”, si legge nel programma. Anche la Lega, come gli alleati, propone la reintroduzione dei voucher.

FORZA ITALIA – Il programma di Forza Italia punta, come da 30 anni a questa parte, al taglio di tasse e costo del lavoro, propone l’introduzione di “salario e stipendio minimo di 1000 euro per apprendistato, praticantato e lavoro a tempo determinato” e la reintroduzione dei voucher. Insomma, più precariato e una soglia minima di stipendio che non è certo così allettante per chi già lavora con contratti precari o di apprendistato. E infine: riconoscere la libertà educativa attraverso il buono scuola, ovvero finanziare il pagamento delle rette delle scuole private con fondi pubblici.

M5S – Per il Movimento capitanato da Giuseppe Conte centrale è il contrasto al precariato attraverso il rafforzamento del decreto dignità e l’approvazione di una riforma che preveda un compenso minimo per i tirocinanti e il riconoscimento del periodo di stage ai fini pensionistici. Tra le proposte anche il salario minimo a 9 euro lordi l’ora, un nuovo statuto dei lavoratori e una riforma degli ammortizzatori sociali in senso universale. E ancora: sperimentazione di una riduzione dell’orario di lavoro soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica, equiparazione dei tempi di congedo di paternità e maternità, una riforma pensionistica per proteggere i giovani con carriere intermittenti e discontinue causa precariato. Come il Partito Democratico, anche M5S propone l’abbassamento dell’età per il voto a 16 anni, storico cavallo di battaglia di Beppe Grillo.

POSSIBILE – Cavallo di battaglia del partito di Giuseppe Civati è l’introduzione di un salario minimo vincolante, l’abolizione degli stage non retribuiti, investimenti sullo smart working, la regolamentazione dei contratti part-time per contrastare il fenomeno del tempo parziale involontario e l’introduzione dell’Educazione Ambientale come disciplina trasversale per insegnare alle giovani generazioni gli effetti del cambiamento climatico e come contrastarlo.

UNIONE POPOLARE – Il movimento di Luigi De Magistris punta soprattutto sul lavoro e sul contrasto al precariato. Come Alleanza Verdi-Sinistra Italiana, anche UP propone il salario minimo di 10 euro lordi all’ora, l’abolizione dei contratti a tempo determinato su modello spagnolo, l’innalzamento del reddito di cittadinanza a 1000 euro al mese e sostegno ai lavoratori autonomi e lotta contro le imprese che costringono ad aprire partite IVA. E ancora: abolizione dell’alternanza scuola-lavoro e della Buona Scuola, investimenti in istruzione e ricerca, libri gratis fino alle superiori e l’estensione del congedo di paternità sul modello spagnolo (16 settimane, di cui 6 obbligatorie).