Cronaca

Trentino, è morta l’orsa F43: è deceduta durante la sostituzione del suo radiocollare. Gli animalisti: “Fatto gravissimo, si indaghi”

L'incidente è avvenuto a causa della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l'anestetico ha fatto effetto: inutili tutte le manovre di rianimazione tentate dall’equipe veterinaria, come fa sapere la Provincia di Trento

È morta durante un’operazione di routine per la sostituzione del radiocollare che portava al collo dal 2021: l’orsa F43 è deceduta questa notte in val di Concei, una laterale della val di Ledro, in Trentino. L’incidente è avvenuto a causa della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l’anestetico ha fatto effetto: inutili tutte le manovre di rianimazione tentate dall’equipe veterinaria, come fa sapere la Provincia di Trento.

L’orsa F43, da tempo monitorata in modo intensivo ed oggetto di ripetuti tentativi di dissuasione a causa della sua spiccata confidenza con l’uomo, per questo il suo radiocollare doveva essere sostituito. “La necessità di monitorare in modo intensivo soggetti problematici e di cercare di modificarne il comportamento – spiega ancora la Provincia di Trento – può comportare incidenti come quello occorso, dati i rischi intrinseci in operazioni delicate, condotte spesso in contesti e condizioni ambientali non facili”. Immediata la replica degli ambientalisti, che hanno definito quanto accaduto “un fatto gravissimo”.

“Abbiamo attivato il nostro ufficio legale – ha annunciato Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – per accertare le responsabilità di questa morte inutile e crudele. F43 non era solo una sigla ma una giovane orsa, nel pieno della propria capacità riproduttiva, che nei suoi 4 anni di vita non aveva mai dimostrato alcuna aggressività verso le persone. Uccisa dall’anestetico durante un’azione presentata come routinaria, era una ‘sorvegliata speciale’, solo perché aveva imparato dove trovare cibo facile, rappresentato dai rifiuti non opportunamente conferiti in bidoni antiorso, oppure dagli apiari o dai pollai non adeguatamente protetti. Enpa – conclude Carla Rocchi – farà quanto necessario per far emergere eventuali responsabilità e per assicurarci che chi ha sbagliato paghi. E’ inaccettabile che invece di imparare a convivere in armonia con l’ambiente, godendo della presenza di una specie affascinante, continuiamo a perseguitare questi animali, patrimonio indisponibile dello Stato”.

Sulla stessa linea anche l’Aida, l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente, che ha fatto sapere che “già nelle prossime ore presenterà un esposto alla Procura per chiedere sia l’autopsia sul cadavere dell’orsa e la verifica della corretta applicazione delle procedure di cattura. Non siamo convinti si tratti di un incidente, meglio andare a fondo della vicenda – incalzano gli animalisti – per questo chiediamo di indagare su questa morte, guarda caso dell’orsa che veniva monitorata in modo intensivo ed oggetto di ripetuti tentativi di dissuasione a causa della sua spiccata confidenza con l’uomo. E la strana morte di F43 considerata un orso problematico lascia aperte molte incognite che è buona cosa chiarire fino in fondo”.