Cronaca

Allarme fascismo nel nordest: maglie, foto e bottiglie di vino che inneggiano a Benito Mussolini. L’Anpi: “Le autorità intervengano”

Nel dossier dell'Associazione dei partigiani di Treviso ci sono fotografie e indirizzi di negozi. Alcuni vendono bevande con le etichette e le immagini di Adolf Hitler e del Duce mentre fa il saluto romano e declama: “Noi tireremo diritto”

TREVISO – “Basta, in giro c’è troppa esibizione di simboli fascisti. Forse sentono che sta arrivando una certa aria antica, mentre il centrosinistra è sempre più sbiadito. Ormai gli episodi si moltiplicano, sono allarmanti: le autorità devono intervenire. Per questo, anche dopo l’ultimo episodio di Conegliano, abbiamo deciso di preparare un dossier per il Prefetto di Treviso, segnalando decine di esternazioni fasciste. Tante altre possono trovarle esposte nelle vetrine…”. Giuliano Varnier, ai suoi tempi era segretario del Partito Comunista Italiano, oggi è al vertice provinciale dell’Anpi, l’associazione dei partigiani d’Italia. Commenta così l’ultima goccia di un vaso già colmo, che ha avuto come scenario la Festa delle associazioni a Conegliano.

Lo stand dei Paracadutisti ha messo in bella mostra su un tavolino una maglietta nera con stampigliato, a mo’ di targa, la scritta “Roma 281022”. Il numero rappresenta la data del 28 ottobre 1922, la Marcia su Roma che spalancò la conquista del potere da parte di Benito Mussolini. L’esposizione si trovava proprio di fronte al gazebo dell’Anpi, i cui associati non potevano non accorgersi della provocazione. “Non è goliardia, è istigazione al fascismo e la condanna deve essere chiara. – ha detto il cittadino che ha chiamato i vigili urbani – Solo in Italia passano queste cose. Il gesto va condannato anche dalle autorità, pubblicamente. Se l’Anpi me lo chiedesse, sono pronto a fare una denuncia per apologia del fascismo”.

Il sindaco Fabio Chies, eletto per Forza Italia, ma con l’appoggio del Pd, ha commentato:È stato fatto quello che andava fatto: la maglietta è stata rimossa dalla polizia locale, ma si tratta di un episodio minoritario, che non va stigmatizzato, anche se rischiava di rovinare la bellissima festa delle associazioni”. Il comandante della polizia municipale, Claudio Mallamace: “Chi ha esposto la maglietta, inizialmente ha cercato, inutilmente di giustificarsi, adducendo scuse incredibili. Dopo una breve discussione, l’ha portata via. Siamo a ridosso delle elezioni, con i banchetti elettorali fuori dalla festa: non può essere una coincidenza la presenza di questa data”.

Nel dossier dell’Anpi di Treviso ci sono fotografie e indirizzi di negozi. Ad esempio quelli che vendono bottiglie di vino con le etichette e le immagini di Adolf Hitler e Benito Mussolini. Oppure quelle che espongono le foto del Duce che fa il saluto romano e declama: “Noi tireremo diritto”. “Finora si erano limitati a qualche sporadica apparizione, adesso lo fanno in modo sfacciato. – conclude Varnier – Ormai è diventato un fenomeno”.

Se si allarga lo sguardo al Veneto, in effetti, le segnalazioni recenti sono numerose. “Noi andremo sull’altipiano del Cansiglio domenica prossima a ricordare i rastrellamenti nazi-fascisti, a cui i partigiani bellunesi sfuggirono, mentre quelli sul Grappa portarono alle famose impiccagioni di Bassano. – spiega Gino Sperandio, presidente dell’Anpi di Belluno – Ogni anno gruppetti di nostalgici vanno in precedenza al Bus de la Lum a commemorare con una messa i camerati gettati nella caverna durante la guerra di liberazione”. Nel mese di luglio a Schio, in provincia di Vicenza, in occasione dell’anniversario dell’eccidio partigiano nelle carceri (54 vittime, tra detenuti fascisti e comuni), si danno appuntamento esponenti dell’estrema destra (“Eccidio di Schio. Presente!”), con la polizia schierata. Intanto in un’altra parte della città si svolge una contromanifestazione a tutela della democrazia, dove si ricordano torture e stragi nazisti, a cominciare da quella di Pedescala, un paese dato alle fiamme dove 63 cittadini sono stati uccisi per rappresaglia.

A Bovolone, in provincia di Verona, per il 16 settembre è annunciata una “Festa al Nero di Seppia” con un volantino che riporta simboli neonazisti, come l’aquila imperiale, ma anche i numeri 18 e 83, che richiamano Adolf Hitler (A e H sono la prima e l’ottava dell’alfabeto), e il simbolo del saluto suprematista “Heil Christ” (H e C sono l’ottava e la terza dell’alfabeto). Nel menù il “nero” ricorre in moltissimi piatti: risotto al nero di seppia, hamburger black angus e vin nero. Commento di Giacomo Segantini, dell’Anpi di Legnago e della Bassa Veronese: “Tutto è organizzato a Bovolone, dove a luglio non è stato possibile tenere la festa della Pastasciutta Antifascista, fatta saltare due giorni prima su invito del Comune. C’è da chiedersi se, al di là del pessimo gusto, della Festa al Nero di Seppia non ci sia apologia di fascismo, cioè della più ripugnante e devastante esperienza che ha vissuto il nostro Paese”. Verona è una città attraversata da espressioni apologetiche. Non a caso a gennaio, alla vigilia della Giornata della Memoria, gli abitanti di Borgo Trento trovarono nella buca delle lettere un volantino dell’associazione Arcobaleno Nero, con l’invito ad iscriversi alla “Prima palestra di Fascismo. Perché il Fascismo è lo sport completo”.