Politica

Aborto, Fratelli d’Italia rilancia l’obbligo di sepoltura dei feti: “Anche senza consenso dei genitori”. Pd: “Orrore, proposta oscurantista”

L'iniziativa era già stata avanzata durante la scorsa legislatura, a prima firma Isabella Rauti, e adesso il partito di Giorgia Meloni riporta nel dibattito politico la discussione, con il senatore Luca De Carlo. I dem: "Vogliono criminalizzare chi interrompe una gravidanza indesiderata, anche se lo fa a norma di legge". Perantoni (M5s): "Il cimitero dei feti è una macabra ossessione"

Fratelli d’Italia ci riprova e ripresenta la proposta di legge sulla sepoltura dei feti, anche senza il consenso dei genitori. L’iniziativa – già messa in atto nelle Marche e raccontata proprio ieri sul giornale Tpi – era già stata avanzata durante la scorsa legislatura, a prima firma Isabella Rauti, e adesso il partito di Giorgia Meloni riporta nel dibattito politico la discussione, con il senatore Luca De Carlo, che ha annunciato: “Le disposizioni in materia di sepoltura dei bambini non nati non è mai stata incardinata in commissione, evidentemente alla maggioranza non interessava”, ha spiegato sottolineando che verrà rilanciata. Un annuncio che ha provocato la reazione del Pd. Per la dem Chiara Gribaudo si tratta di una “proposta oscurantista e contro le donne”. Un modo per mettere in discussione il diritto all’aborto, secondo Cecilia D’Elia, responsabile Pari Opportunità nella segreteria del Pd e portavoce della Conferenza delle donne democratiche: “L’obiettivo è uno solo: criminalizzare chi interrompe una gravidanza indesiderata, anche se lo fa a norma di legge”.

“Se a lei sembra normale che una vita venga smaltita come un rifiuto speciale va bene, a me no. Io credo – dice il senatore Fdi – che sia vita pure sotto le 28 settimane. Una donna che decide per ‘x’ motivi, forzata, di interrompere la gravidanza, avrà il diritto di poterlo farlo e il feto avrà il diritto di essere seppellito”. Il testo depositato al Senato, composto di un solo articolo, introduce “disposizioni che, con specifico riferimento ai bambini non nati di età inferiore a ventotto settimane, prevedono il riconoscimento del diritto alla sepoltura, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori, ma anche laddove questa risulti mancante”, si legge specificando che “tutto ciò è in coerenza con l’articolo 1, primo comma, della legge 22 maggio 1978, n. 194, sull’interruzione volontaria della gravidanza, nel quale si enuncia la tutela della vita umana, fin dal suo inizio, da parte dello Stato”.

Nel testo si entra poi nel concreto specificando modalità per la sepoltura: “I permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall’unità sanitaria locale. Il trasporto può essere effettuato a cura del genitore, dei genitori o dei parenti fino al secondo grado con mezzi propri”. Inoltre, “le unità sanitarie locali sono tenute a rendere note ai soggetti interessati, mediante opuscoli informativi o altro materiale appositamente redatto, le disposizioni, le facoltà e i termini di cui al presente articolo”. Se i genitori non dovessero fare richiesta per la sepoltura, sarà invece l’Asl a occuparsene.

“In caso di aborto verificatosi presso una struttura sanitaria, anche quando l’età presunta del concepito è inferiore a ventotto settimane e pari o superiore a novanta giorni, qualora il genitore, i genitori o i parenti fino al secondo grado non provvedano o non lo richiedano – si legge ancora nel testo – entro quindici giorni, l’inumazione, la tumulazione o la cremazione è disposta, a spese dell’unità sanitaria locale competente per territorio, in un’area cimiteriale dedicata o nel campo di sepoltura dei bambini del territorio comunale in cui è ubicata la struttura sanitaria. A tali fini i feti sono riposti in una cassetta, secondo la data in cui è avvenuta la procedura di revisione strumentale o farmacologica della cavità uterina. Tale data è indicata sulla cassetta”.

“È un orrore. Dimostra tutto il disprezzo di Fdi per le donne, la loro libertà e il principio di autodeterminazione. Noi lo impediremo”, ha tuonato la senatrice del Pd Valeria Valente, presidente della Commissione Femminicidio. “Tutti dovrebbero sapere che un aborto, spontaneo o per interruzione volontaria, è traumatico per una donna – prosegue Valente – La legge prevede già oggi la possibilità a quelli che sarebbero diventati genitori di dare sepoltura ai feti dai 7 mesi che non siano nati morti. Ma disporre un obbligo di seppellimento per i prodotti abortivi è una violenza inaudita, la volontà di punire le donne, che al solito devono vedere in un cimitero una croce con il loro nome, punite per aver fatto una scelta sul proprio corpo”. All’attacco della proposta di Fratelli d’Italia anche Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia, candidato alla Camera nel collegio di Sassari del Movimento 5 Stelle: “Blocco navale, immunità per i politici, sanzioni agli studenti, immigrati solo dal Venezuela, bianchi e cristiani, e quella macabra ossessione del cimitero dei feti di nuovo riproposta: l’Italia che vogliono Giorgia Meloni e la destra è chiusa, oppressiva e senza prospettive per il nostro futuro, pericolosa soprattutto per le donne e le nuove generazioni”.