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Prezzo del gas, Giorgetti: “Senza price cap, l’Ue fa il gioco della Russia”. Calenda: “Servono misure”. Conte: “Te ne accorgi ora?”

Al sistema economico nazionale, sostiene l'esponente della Lega, non mancano le capacità di superare la crisi, ma non può farlo senza l'aiuto delle istituzioni europee. In giornata Calenda aveva addirittura chiesto la sospensione della campagna elettorale per dare sostegno al governo Draghi, Salvini: "E cosa cambia? Lo dice perché sa già di aver perso"

L’impennata delle quotazioni del gas, che oggi ha chiuso con un picco a 321 euro/megawattora, porta anche il governo italiano a chiedere l’intervento dell’Unione europea per evitare che i costi derivanti dal consumo di energia mettano definitivamente in ginocchio interi comparti industriali. È stato il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ad appellarsi a Bruxelles ricordando che “l’Italia ha richiesto un price cap sul gas e il disaccoppiamento del prezzo dell’energia dal prezzo massimo del gas. Se l’Europa non capisce che deve cambiare queste due regole fa il gioco della Russia. Se queste regole non si possono cambiare perché qualche grande Paese europeo si oppone, non possiamo evitare di porre il tema dello scostamento di bilancio, di come noi possiamo aiutare famiglie e imprese”.

Al sistema economico nazionale, sostiene l’esponente della Lega, non mancano le capacità di superare la crisi, ma non può farlo senza l’aiuto delle istituzioni europee: “Ho grande fiducia – ha spiegato – nella capacità del sistema economico e imprenditoriale di superare la crisi, ma dobbiamo creare le condizioni affinché queste capacità possano essere dispiegate. Siamo davanti a una grande discontinuità della storia economica, tanti paradigmi che davamo per scontati sono caduti, a cominciare dalla globalizzazione che rimarrà ma non nelle forme che abbiamo conosciuto”.

In giornata il leader di Azione, Carlo Calenda, aveva addirittura chiesto la sospensione della campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre, con le forze politiche che dovrebbero dichiararsi “pronte a supportare il piano del governo, rigassificatore incluso, e un eventuale scostamento di bilancio”: “Siamo in emergenza nazionale. Grazie a Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte. Il governo Draghi ha le mani legate. Ma servono 10 miliardi per le imprese, sganciamento rinnovabili dal gas e 30 miliardi sulle famiglie. Ora”.

Parole che hanno provocato la reazione di Conte e Salvini. Il primo gli si è rivolto direttamente: “Carlo vedo che la campagna elettorale ti ha svegliato! – ha detto il presidente del M5s su Facebook -Noi l’allarme per interventi massicci per famiglie e imprese, scostamento e tetto al prezzo del gas lo abbiamo lanciato 6 mesi fa portando proposte a Draghi. Le risposte non sono arrivate. Sugli extraprofitti poi il Governo si è perso per strada 9 miliardi necessari ad aiutare i cittadini sulle bollette. E ora a pagare sono le famiglie”. Il leader della Lega, invece, sostiene che il collegamento tra campagna elettorale e operato del governo in carica sia totalmente illogico: “Calenda non si è accorto che il governo è in carica e che Draghi è presidente del Consiglio. Noi abbiamo chiesto di intervenire per mettere questo benedetto tetto, non serve sospendere la campagna elettorale. Il fatto che io oggi sia a Giugliano non impedisce a Draghi di fare un provvedimento per limitare gli aumenti di luce e gas”. E poi gli riserva una frecciata: “Probabilmente Calenda vorrebbe sospendere la campagna elettorale perché ha già capito che perde“.