Diritti

Firma digitale, Cappato: “Governo non cancelli riforma storica, politica dovrebbe farsi forte delle possibilità delle nuove tecnologie”

“Se il governo andrà avanti su quanto annunciato in Aula, con la cancellazione della riforma storica sulla firma digitale per i referendum, andrà contro il buon senso, sarebbe un atto grave”. A rivendicarlo, a margine del Consiglio generale dell’associazione Luca Coscioni, è il tesoriere Marco Cappato. “Giovedì incontreremo il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, e consegneremo le firme raccolte”, ha anticipato, sottolineando che la questione riguarda “una politica che dovrebbe farsi forte delle possibilità date dalle nuove tecnologie”.

Stando a quanto annunciato dal ministro Colao, aveva denunciato la stessa Associazione Coscioni, “le firme digitali perderanno ogni valore”. E per questo motivo l’associazione stessa aveva lanciato una mobilitazione, con tanto di appello online e un presidio quotidiano davanti al ministero, con lo sciopero della fame degli attivisti

“Le parole del ministro smentiscono sue precedenti dichiarazioni sulle funzioni della piattaforma, oltre a tradire la stessa legge in materia, secondo cui le firme digitali non sono soggette ad autenticazione per via analogica (art 344 legge n. 178 del 30/12/2020). Con l’entrata in funzione della piattaforma pubblica, inoltre, non sarà più possibile firmare con SPID i referendum neppure su piattaforme private, come invece avvenuto la scorsa estate con costi a carico dei comitati promotori: si va in sostanza a privare i cittadini di un loro diritto, conquistato appena un anno fa”, era stata la denuncia dell’associazione Coscioni.

A cosa servirebbe la piattaforma? Sarebbe perfettamente inutile”, ha concluso anche Marco Perduca, già presidente del comitato ‘Referendum cannabis”.