Politica

Le parole di Di Maio contro Conte (senza mai nominarlo): “Ambiguità su politica estera e alleanze storiche”. Il discorso completo

Luigi Di Maio convoca i giornalisti in Piazza del parlamento, lo stesso luogo da dove criticò Giuseppe Conte al termine dell’elezione del presidente della Repubblica. “Stiamo gestendo una guerra in Ucraina provocata dalla Russia che richiede il massimo sforzo diplomatico. Io non credo che sia opportuno assumere decisioni che di fatto disallineano l’Italia dall’alleanza Nato e dell’alleanza europea” sottolinea il ministro degli Esteri. “Non credo sia opportuno mettere nella risoluzione che impegna il presidente del Consiglio ad andare in Consiglio Ue della frasi o dei contenuti che ci disallineano di fatto dalle nostre alleanze storiche perché l’Italia non è un paese neutrale, è un Paese che è dentro alleanze storiche da tanto tempo grazie ai nostri padri fondatori”. “Credo che il M5s debba fare un grande sforzo nella direzione della democrazia interna: nel nuovo corso servirebbe più inclusività, anche a soggetti esterni”, dice l’ex capo politico, aggiungendo rivolto ai cronisti: “lo dico a voi perché non esiste un altro posto dove poterlo dire”.

Le critiche del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale al presidente del M5S sono a 360 gradi. Il ministro chiede “un’assunzione di responsabilità” e uno “sforzo di democrazia interna”. E ancora: “Basta imitare Salvini, non si può stare al Governo e attaccarlo uno giorno sì e un altro no”. “È vero – prosegue Di Maio – che non siamo mai andati bene alle amministrative ma non siamo mai andati così male e non si può dare sempre la colpa agli altri”.

“Voglio dirlo chiaramente: non c’è alcun processo interno o altro – aggiunge – Ma credo che l’Italia sia in un momento in cui ha bisogno di massima compattezza per vincere le sfide in un momento così difficile. E noi che siamo una forza politica che guarda al 2050 poi in realtà guardiamo al 2018: quello era un altro mondo. Ora c’è una radicalizzazione in corso che anche rispetto alla politica estera e alle alleanze storiche vede un’ambiguità su cui io non concordo“.