Giustizia & Impunità

Corruzione, l’appello: “Italia recepisca direttiva Ue per tutelare chi segnala illeciti e proteggere i fondi del Pnrr”. Anac: “Ritardo inspiegabile”

“L’Italia è in ritardo nel recepimento della direttiva Ue sul whistleblowing, che dovrebbe integrare la legge approvata nel 2017, soprattutto per aumentare le tutele di chi segnala illeciti nel settore privato”. A denunciarlo, nel corso della presentazione alla Camera dei deputati del docufilm ‘La Bufera’ di Marco Ferrari – che racconta le testimonianze di sette persone che, in contesti diversi, si sono trovate a scoprire e rendere pubblici casi di corruzione – , è il direttore di ‘The Good Lobby’, Federico Anghelé. Il recepimento della direttiva, ha ricordato, è essenziale per proteggere il Pnrr: “I tempi sono già scaduti a dicembre 2021, la Commissione Ue ha inviato al nostro Paese una lettera con la quale ricorda il ritardo, il rischio è che si apra una procedura d’infrazione”. In base alla direttiva, aggiunge Anghelé, “tutte le aziende private con più di 50 dipendenti dovranno dotarsi di canali di segnalazione, mentre i segnalanti potranno anche farlo all’esterno, nel caso ritengano di essere a rischio all’interno degli stessi canali aziendali”. Rispetto ai ritardi e al rischio che a mancare sia la volontà politica all’interno dell’eterogenea maggioranza del governo Draghi, ‘The Good Lobby’ spiega: “Non abbiamo saputo cosa si sia inceppato nel percorso, né sono state raccolte le nostre richieste di essere parte attiva di questo processo. Ora ci aspettiamo garanzie su una rapida approvazione”.

Dello stesso parere anche Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac): “Il ritardo è inspiegabile, proprio adesso che il nostro Paese è osservato speciale da parte dell’Ue. Va invece valorizzata la figura del whistleblower, si garantisca la trasparenza su tutti gli affidamenti pubblici del Pnrr e si recepisca subito la direttiva”. Parole alle quali sono seguite le rassicurazioni da parte della sottosegretaria alla Giustizia, Anna Macina (M5s), presente all’incontro: “Non appena il Senato approverà la legge di delegazione in maniera conforme al testo già approvato alla Camera, il ministero della Giustizia si farà trovare pronto al primo Consiglio dei ministri utile”. E pure Francesca Businarolo, deputata M5s e già prima firmataria del testo di legge approvato nel 2017 a tutela dei whistleblower, precisa: “Palazzo Madama deve sbrigarsi ad approvare in tempi rapidi la legge di delegazione, in cui ci sono i criteri di delega. Dopodiché, come mi ha rassicurato la ministra Marta Cartabia, il ministero della Giustizia ha uno schema di decreto legislativo pronto che dovrà poi passare alle Camere per il parere. Quindi, mi auguro che il 2022 sia l’anno buono per approvare questa direttiva”.

Tradotto, al di là del poco tempo prima del termine della legislatura, i tempi per concludere il percorso ci sarebbero. “Sono assolutamente fiduciosa”, confida Macina. E se Forza Italia nel 2017 votò contro la legge, ora è la deputata pentastellata Businarolo a invitare il partito di Berlusconi a cambiare parere: “Ora fa parte di questo governo, il mio auspicio è che riconosca lo stato delle cose: la direttiva c’è, va recepita, pena sanzioni economiche importanti. Bisogna farlo”.