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A Sarajevo una via a Michael Schumacher: dopo la guerra il Kaiser visitò i bambini feriti. Uno di loro ha portato la proposta in Comune

La capitale della Bosnia-Erzegovina non dimentica il sette volte campione della Formula Uno. Schumacher fece visita due volte, in ospedale, ai bambini feriti a causa della guerra, nel 1996 e nel 1997. Lo scorso anno, uno di loro ha portato la proposta in Comune per intitolargli una via

Una via lunga quasi due chilometri a Novi Grad, in onore dell’eterno Michael Schumacher. L’ennesimo omaggio che il Comune della capitale Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina, ha dedicato al tedesco, ricordando i suoi bellissimi gesti del 1996 e 1997. Con il Paese balcanico ancora profondamente segnato dalla guerra civile, durata dal 1992 al 1995, 26 anni fa il tedesco, passato quella stagione dalla Benetton alla Ferrari, si è presentato all’ospedale locale ‘Kosevo’, portando sorrisi e giocattoli ai tantissimi bambini feriti e traumatizzati dal conflitto, per poi ritornarci a dicembre dell’anno seguente. Entrambi gli eventi, organizzati dall’Unicef e dall’Onlus Hope, facevano parte del progetto Unesco, con lo scopo di raccogliere fondi per aiutare quei giovani bisogni.

Sarajevo, la via dall’aeroporto al centro in omaggio a Schumi – Allora, Schumi ha pagato personalmente cure mediche e protesi per i bambini che avevano perso gambe e braccia durante il conflitto. Un’iniziativa che lo ha segnato profondamente, tanto da lasciare la Bosnia-Erzegovina con queste parole: “Se i bambini di Sarajevo sono colpevoli solo perché sono bambini, allora anche io sono un bambino di Sarajevo”. E così è stato anche per Damir Vatres, che alla visita del tedesco nel 1996 aveva nove anni, ma anche un occhio e un avambraccio in meno. Lo stesso che l’8 giugno 2021 ha presentato la proposta al Comune della città, insieme a un gruppo di giovani locali presenti al tempo all’incontro con l’ex Ferrari: dedicargli cioè la strada ‘Trasversale A’, che dall’aeroporto di Sarajevo arriva nel moderno quartiere centrale di Mojmilo.

L’ok definitivo dell’Assemblea del Cantone di Sarajevo – “Questo è solo il primo passo, intanto abbiamo già inviato un messaggio all’ambasciata tedesca e alla moglie di Schumacher (Corinna Betsch, ndr) per avvertirla della nostra iniziativa”, aveva detto durante la presentazione Fahri Frlj, tra gli ideatori con Vatres del progetto. Un gesto per dire al sette volte iridato “che noi non lo dimentichiamo — aveva concluso — perché lui non ha mai dimenticato i giovani di Sarajevo”. Una carezza rivolta all’ex pilota dopo il maledetto incidente sugli sci di Méribel, in Francia, nel quale rimase coinvolto il 29 dicembre 2013. All’iniziativa, inoltre, il gruppo organizzatore ha coinvolto tutti i bambini di Sarajevo a decorare con loro i marciapiedi di quella strada, tingendoli di rosso e bianco come se fossero cordoli delle piste di F1. Dopo un anno di attesa, lo scorso 30 maggio è arrivato il lieto fine, come scrive il sito Klix.ba: l’Assemblea del Cantone di Sarajevo, infatti, ha ufficialmente deciso di rinominare la ‘Trasversale A’ in ‘via Michael Schumacher’.

Gli altri gesti che Sarajevo ha dedicato a Schumacher – Un altro bellissimo gesto di una città che ha ancora nel cuore il ‘Kaiser’ e non lo dimentica. Nel 2014, infatti, le autorità municipali di Sarajevo hanno conferito al tedesco la cittadinanza onoraria per il suo impegno nel 1996 e 1997. All’inizio di quest’anno (oltre alla via intitolata) è stato completato anche un gigantesco murales a lui dedicato, realizzato dal pittore bosniaco Benjamin Cengic per omaggiare i suoi 53 anni compiuti lo scorso 3 gennaio. Un dipinto che sorge sulla facciata laterale di un edificio a due passi dall’aeroporto e, guarda caso, lungo la ‘Trasversale A’ dedicata a Schumi.