Attualità

Sindrome delle gambe senza riposo, ecco cos’è la malattia che viene attribuita a Putin: “Causa un continuo stimolo a muovere le gambe”

Ne abbiamo parlato con il professor Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di Medicina del sonno, Irccs ospedale San Raffaele di Milano: "

Su Putin ormai aleggiano sospetti di varia natura sul suo reale stato di salute. Dall’ipotesi della presenza di un tumore fino al recente sintomo rilevato da un video pubblicato dal Daily Mail che ritrae Putin accanto al presidente del Tagikistan. Che cosa si vede? Uno strano e inconsueto movimento del piede sinistro che interessa tutta la gamba fino al ginocchio. E tutto fa pensare che non sia un banale gesto per sgranchirsi la gamba. Potrebbe invece essere un segnale che riconduce a una malattia chiamata “sindrome delle gambe senza riposo”. “Una patologia che causa un continuo stimolo a muovere le gambe, specie durante le ore notturne”, ci chiarisce il professor Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di Medicina del sonno, Irccs ospedale San Raffaele di Milano . “La sindrome delle gambe senza riposo (o RLS, “Restless Legs Syndrome”) è poco conosciuta ma abbastanza frequente, visto che colpisce circa l’1,5% della popolazione generale. Ne sono più colpite le donne e le persone dopo i 50 anni”.

Professor Ferini Strambi, quali sono i sintomi tipici di questa sindrome?
“Il disturbo si manifesta con una sensazione di fastidio e scatti alle gambe che avvengono esclusivamente nelle ore serali e nelle prime ore della notte (se il soggetto si è addormentato, ci sono continui microrisvegli che frammentano il sonno). In particolare, il disturbo neurologico interessa il polpaccio e ha tre caratteristiche principali: se la persona muove le gambe, il disturbo si attenua o addirittura sparisce; i fastidi si avvertono solo quando si è seduti o sdraiati, non stando in piedi; infine, esso si manifesta dalle 7-8 di sera fino alle 2-3 del mattino, non oltre”.

Ci può confermare che non è possibile fare una diagnosi precisa della sindrome?
“Purtroppo non sempre viene riconosciuta e diagnosticata, perché spesso il paziente fa fatica a definire esattamente il disturbo che prova: alcuni descrivono una sensazione di dolore, o di un crampo, altri parlano di ‘coca-cola che scende lungo le vene’, una sorta di effervescenza lungo gli arti inferiori. In genere la diagnosi può essere fatta clinicamente, senza la necessità di fare esami particolari”.

Quali sono le principali cause? Esiste anche una componente ereditaria?
“La causa più probabile è la diminuzione dei livelli di dopamina che si verifica nel sistema nervoso centrale nelle ore serali: questa diminuzione è fisiologica, ma alcune persone ne sono particolarmente sensibili e quindi soffrono di questo disturbo. Quando verso le 4 del mattino finalmente i livelli di dopamina cominciano di nuovo a risalire, la sintomatologia scompare d’improvviso. Questo spiega perché le terapie con i farmaci che stimolano la dopamina sono tra le cure più efficaci. E confermo, c’è una componente ereditaria: il 50% di chi ha questo disturbo ha altri familiari affetti dallo stesso problema. Nei casi con alta familiarità la sindrome può essere già presente in età infantile. Esiste inoltre un altro fattore che può aumentare il rischio di soffrire della sindrome: la carenza di ferro, con bassi livelli di ferritina, soprattutto nelle donne in concomitanza con il ciclo mestruale”.

Ci sono due forme di sindrome, primitiva e secondaria. Quali le differenze?
“La forma primitiva ha un esordio molto lento, con sintomi lievi ma che peggiorano con l’età e non sono riconducibili a nessuna patologia. Si ritiene che questa forma sia prevalentemente ereditaria. Invece la forma secondaria compare più rapidamente, con sintomi anche diurni e di solito è riconducibile a particolari malattie (insufficienza renale, neuropatia) o condizioni cliniche (anemizzazione); oppure come conseguenza di una terapia farmacologica (es. antidepressivi)”.

Sul fronte delle cure, lei ha accennato ai farmaci stimolatori della dopamina…
“Sì, la terapia consiste in farmaci che agiscono sulla dopamina o sul sistema Gaba (l’acido gamma-amminobutirrico), il più importante neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. In alcuni casi gravi anche l’assunzione di farmaci oppiacei può risultare efficace. Ma solo il medico neurologo, dopo attenta visita specialista, saprà indicare la terapia migliore. Ricordiamo che la RLS ha effetti negativi anche sul cuore, poiché il sonno agitato e scarso provoca una accelerazione del battito cardiaco, un aumento della pressione e un impatto negativo sul sistema immunitario”.

Esiste qualche possibilità di prevenzione della sindrome?
“Certamente. A partire dall’evitare l’uso e abuso di alcol e tabacco che può limitare o prevenire i sintomi. Anche alcuni farmaci possono peggiorare la condizione, è bene quindi rivolgersi sempre allo specialista che verificherà la compatibilità delle molecole assunte. E poi, occorre adottare una buona igiene del sonno (spesso i pazienti ritardano molto il momento di coricarsi per evitare i sintomi). Infine, svolgere un’intensa attività fisica di giorno spesso è controproducente”.