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Luigi Strangis a FQMagazine: “‘Ho imparato ad accettare il diabete e a fare sì che gli altri non mi feriscano. Libertà’ è la parola chiave per me: dalla libertà di genere a quella di esprimersi”

Abbiamo incontrato il vincitore della 21esima edizione di “Amici di Maria De Filippi” a poche ore dalla sua incoronazione. Sorridente e felice Luigi ha tracciato il bilancio del suo percorso dentro la scuola più famosa d'Italia vissute nel nome della “libertà e del rispetto”

Luigi Strangis a FqMagazine: “Sono stati i miei genitori a volermi ad Amici. Ho imparato a fregarmene del giudizio altrui, credo nella libertà”

Luigi Strangis sembra quasi incredulo. Sorridente e felice, abbiamo incontrato il cantautore poche ore dopo l’incoronazione a vincitore della 21esima edizione di “Amici di Maria De Filippi”. Luigi ci ha raccontato come sia cresciuto dentro la scuola e qualche piccolo retroscena: “Io non volevo andare ai provini sono stati i miei genitori a volermi dentro Amici. A loro devo tutto”.

Cos’è successo a casa?
Ero titubante al pensiero di presentarmi ai provini. Abbiamo avuto anche delle belle discussioni tra di noi.

Perché avevi dei dubbi?
Credevo di non sentirmi pronto ad affrontare una cosa così. Piano piano i miei genitori hanno insistito e mi sono convinto: ‘Proviamoci!’. La mia paura era anche dettata dal fatto che ci vuole forza per affrontare una esperienza del genere. Non è facile, però ce l’ho fatta e l’impegno è stato ripagato.

Cosa farai con i 150mila euro vinti per il primo premio?
Li investirò per perfezionarmi il mio lavoro. Regalerò una vacanza ai miei che se lo meritano. Si meritano di staccare un po’. Hanno lavorato tanto per me e non farmi mancare nulla. Mi hanno sempre appoggiato. E poi, devo dirlo, non è stato facile stare al mio fianco (ride, ndr).

Questa esperienza cosa ti ha insegnato?
A non nascondermi dietro le emozioni a saperle anche controllare. La sincerità paga sempre. È stato bello anche trovare una persona come Maria De Filippi che capisce quello che provi e che ti tende la mano.

Che consiglio ti ha dato Maria De Filippi?
“Fai quello che senti di fare”.

Ti aspettavi vincere?
Finché sei dentro la casetta non ti rendi conto di nulla. Siamo isolati e penso sia anche giusto affinché il mondo esterno non ci influenzi. Poi ho scoperto fuori dalla scuola di essere circondato da tantissimo affetto. Una gioia immensa.

Musicalmente quanto sei cambiato rispetto a quando sei entrato?
Sono molto più consapevole. Ho scoperto altre cose dentro la scuola, le ho interiorizzate e fatte mie. Oggi ho una consapevolezza maggiore anche rispetto ad alcuni aspetti della mia musica alle quali non davo il giusto peso. C’è tutto un nuovo mondo da scoprire

Vuoi dire che ascolteremo in futuro un Luigi diverso?
Non vorrei mettermi dei paletti. Voglio sentirmi libero anche di cambiare genere musicale e non essere incasellato solo in un genere. La musica è bella perché è varia ed è giusto che gli artisti spazino e non rimangano solo nella comfort zone.

Prima della scuola hai suonato in diversi localini e hai lavorato in studio di registrazione per altri artisti. Quanto questa piccola gavetta ti ha aiutato?
Moltissimo. Ho imparato che bisogna sempre rispettare il lavoro degli altri. L’ho fatto prima di entrare a scuola e ho continuato a farlo dopo. Il lavoro di un team è fondamentale.

“Tondo”, il brano che Enrico Nigiotti ti ha regalato, racconta di un ragazzino sovrappeso e di bullismo. Ti sei rivisto in questa storia?
La cosa bella di questo brano è che ha diversi livelli di lettura. C’è un messaggio universale che invita a non lasciarsi attaccare e doversi tenere gli insulti addosso. È un invito a liberarsi. La libertà è la mia parola chiave in generale: dalla libertà di esprimersi alla libertà di genere.

Perché la libertà per te è importante?
Perché ci consente di migliorare come persone e di rispettarci meglio. È importante, nel momento in cui ci sentiamo liberi, anche dosare le parole perché non sai dall’altra parte se puoi urtare la sensibilità di qualcuno. Queste piccole attenzioni, sommate tra loro, creano un movimento ancora più importante e importante.

Ti ha ferito il giudizio delle persone?
Sì. Spesso la gente parla senza conoscere bene la tua storia. Ognuno di noi ha la sua sensibilità e gli altri possono ferirci in un attimo.

A cosa ti riferisci?
Ad esempio alla mia malattia, il diabete di tipo 1 (è una malattia del metabolismo provocata dalla mancanza o insufficienza grave di insulina, ndr). Ho imparato ad accettarla ad andare avanti e a non buttarmi giù. Oggi mi guardo allo specchio e mi dico: che ti frega di cosa dicono gli altri, la sincerità paga sempre.

Andrai al Festival di Sanremo?
Per me sarebbe un onore andare a Sanremo. L’ho sempre seguito e penso anche Amadeus abbia fatto un ottimo lavoro nella scelta del cast degli ultimi anni. Ma ci andrei solo per proporre un pezzo che sento mio e che mi rappresenti al 100%.