Diritti

Addio a don Pierluigi Di Piazza, il prete di frontiera friulano fondatore del centro di accoglienza Balducci per profughi e migranti

Ha scritto con Margherita Hack "Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete" e con Beppino Englaro, Giulia Facchini Martini e Vito Di Piazza "Vivere e Morire con dignità". L'amico don Ciotti, fondatore di Libera: "Era un autentico uomo di pace, e immagino lo sconforto che deve aver provato nelle ultime settimane, sentendo nuovi venti di guerra soffiare sopra l'Europa"

È morto domenica 15 maggio don Pierluigi Di Piazza, prete di frontiera e fondatore del Centro di accoglienza e promozione culturale Ernesto Balducci di Zugliano di Pozzuolo del Friuli. Testimone di cultura della non violenza, della pace, della solidarietà e dell’impegno civile – così lo ricorda il Centro – don Di Piazza era malato da alcuni mesi. Nato a Tualis di Comeglians (Udine) il 20 novembre 1947, era prete dal 1975. Nel 1989 ha fondato il Centro Balducci, che in questi decenni ha accolto un migliaio di profughi e migranti da oltre 50 Paesi del mondo.

Con don Di Piazza, sostenitore del dialogo ecumenico e contro ogni discriminazione, il Centro Balducci è diventato anche “un importante riferimento di promozione culturale dove si sono confrontati importanti testimoni del nostro tempo: tra questi il Dalai Lama e il Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel. Di casa Vito Mancuso, Massimo Cacciari e don Luigi Ciotti a cui era legato da amicizia fraterna”.

“Era un autentico uomo di pace, e immagino lo sconforto che deve aver provato nelle ultime settimane, sentendo nuovi venti di guerra soffiare sopra l’Europa“, commenta don Ciotti, presidente di Libera. “Il dolore del corpo, provato dalla malattia, lo avvicinava spiritualmente alle sofferenze delle vittime del conflitto. E nello stesso tempo l’approssimarsi dell’ora del commiato dalla vita terrena rendeva forse ancora più lucido e profetico il suo sguardo: in grado di scorgere, in mezzo all’angoscia, qualche indizio di speranza. Del resto Pierluigi ha speso l’intera esistenza a costruirli, i segni tangibili di speranza, sempre cercando un’intesa e una collaborazione con gli altri, e trasformando la lettura della complessità in strumenti semplici, di aiuto alle persone, specie le più fragili ed esposte”.

Giornalista pubblicista, aveva collaborato con diversi giornali e riviste. Al 2012 risale uno dei suoi libri più noti, Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete, scritto insieme all’astronoma Margherita Hack e curato da Marinella Chirico (Nuovadimensione). Fra le altre opere, Vivere e Morire con dignità (con Beppino Englaro, Giulia Facchini Martini e Vito Di Piazza, Nuova Dimensione 2016) e Non girarti dall’altra parte. Le Sfide dell’Accoglienza (Nuova Dimensione 2019). Dal 2004 era membro onorario della Commissione Interecclesiale Justizia y Paz di Bogotà.

La camera ardente sarà aperta nella sala Petris del Centro Balducci lunedì 16 maggio dalle 7 alle 19, martedì e mercoledì dalle 7 alle 12. Le esequie si svolgeranno martedì 17 maggio alle 16. La celebrazione delle esequie si terrà presso la Chiesa parrocchiale di Tualis (Comeglians) mercoledì 18 maggio alle 16.