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Ucraina: la storia della piccola Kira, uccisa dai missili russi con la madre e la nonna. Il padre si è salvato perché era uscito a fare la spesa

La bambina di 3 mesi e mezzo è una delle vittime degli attacchi ad Odessa. I genitori avevano fatto il viaggio di nozze in Italia, la mamma aveva studiato come giornalista. Sui social scriveva appelli contro la guerra: "I nostri bambini stanno morendo" aveva scritto

Kira Hlodan era nata a Odessa il 4 gennaio del 2022. È morta a tre mesi e mezzo. Più di metà della sua vita l’ha passata in un Paese in guerra, tra le braccia di sua mamma Valeria e sua nonna, morte insieme a lei il 23 aprile nell’attacco missilistico russo che ha colpito la sua abitazione. Suo padre, Yurij, si è salvato perché in quel momento era uscito a fare la spesa. È stato lui a dare notizia della scomparsa della sua bambina, di sua moglie e di sua suocera, in un post su Facebook.

“Miei cari, il regno dei cieli è vostro. Siete nei nostri cuori”, ha scritto Yurij e ha pubblicato le foto della sua famiglia, che oggi non c’è più. Valeria, sua moglie, aveva 28 anni. Era originaria di Kherson, la città dell’Ucraina meridionale che vive da inizio marzo sotto occupazione russa. Il suo cognome da nubile era Yavkina. Si era trasferita a Odessa per frequentare l’Università, dove aveva studiato giornalismo, come raccontano i media locali.

È così che ha conosciuto Yurij con cui si è sposata il 30 agosto del 2019. “Il più bel giorno della mia vita. Grazie marito mio, un inizio più bello della storia della nostra famiglia non lo potevo immaginare”, scriveva sui social dopo il matrimonio.

Per la luna di miele avevano scelto l’Italia. Valeria aveva raccontato su Instagram il viaggio a Roma: “Una città maestosa, bellissima, difficile descriverla a parole, bisogna venire qui per ammirarla con i propri occhi”. Dopo meno di due anni avevano scoperto di aspettare la loro bambina. Una gravidanza che Valeria descriveva così: “Sono state le 40 settimane più belle della mia vita”.

Nell’ultimo periodo Valeria lavorava a Odessa come Pr e manager per diverse compagnie. Alexandr Vernik, che aveva lavorato con lei, la ricorda come “una ragazza piena di luce”. Una sua ex compagna dell’Università, Jane Shvits, la descrive così: “Vale rideva spesso, era leale. Amava il karaoke e la musica in generale, anche se spesso i nostri gusti non coincidevano. Ci divertivamo molto insieme, non riesco a credere a quello che è successo”.

Dopo l’invasione russa, Valeria condivideva sui social appelli contro la guerra. Nel suo ultimo post su Instagram mostra la distruzione del suo Paese e scriveva: “I russi ci stanno uccidendo. I nostri bambini stanno morendo”.