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Francia, Conte: “Posizioni Le Pen distanti dal M5s, ma non do indicazioni di voto”. Una parte del Pd protesta: “Soglia di tolleranza superata”

Tensioni nel fronte giallorosso dopo le dichiarazioni del leader M5s a "Otto e mezzo" sulla sfida francese. Su Twitter le critiche di Gribaudo, Boldrini e Gori. Poi anche Orfini e Moretti. La vicepresidente 5 stelle Todde: "Non esiste ambiguità. Voterei Macron"

A pochi giorni dal secondo turno elettorale in Francia, la sfida tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen crea tensioni anche nel campo progressista italiano. A far partire l’ultima polemica sono state le dichiarazioni di Giuseppe Conte: intervistato da Lilli Gruber su La7 la sera del 20 aprile, appena prima che iniziasse il dibattito tv tra i due candidati, si è rifiutato di prendere posizione dicendo che “il M5s non partecipa alle elezioni francesi”: “Rappresento un partito politico italiano”, ha detto, “non do indicazioni di voto”. Il leader M5s ha ribadito più volte che “le posizioni dei 5 stelle e quelle della Le Pen sono distanti” però le questioni che pone “vanno affrontate”. “Lei è totalmente ambiguo”, ha chiuso Gruber.

L’intervento televisivo ha sollevato i malumori di una parte del Partito democratico. La prima a scrivere su Twitter è stata la deputata Chiara Gribaudo: postando l’ormai celebre foto di Marine Le Pen mentre stringe la mano a Vladimir Putin, ha scritto “è proprio così difficile scegliere?”. Poco dopo ha parlato anche Laura Boldrini: “Equidistanza tra Macron e Le Pen? No, grazie. I progressisti non possono che auspicare la vittoria del presidente uscente per respingere l’estremismo antieuropeista in Francia. Macron però metta al centro del suo operato le risposte al disagio sociale che in tanti manifestano”. Mentre il sindaco dem di Bergamo Giorgio Gori è stato ancora più netto: “L’imbarazzante equidistanza di Conte da Macron e Le Pen non è esattamente una sorpresa, ma segna il superamento di ogni pur generosa soglia di tolleranza. Fallo grave. Mi auguro che Enrico Letta gli mostri almeno il cartellino giallo”. Per l’eurodeputata dem Alessandra Moretti, “Conte ha sprecato un’ottima occasione per schierarsi dalla parte giusta e dire apertamente, senza ambiguità, che tra Macron e Le Pen sceglie il Presidente uscente, cioè di stare con l’Europa e non con i sovranisti. Non è un dettaglio con una guerra alle nostre porte”. Tra i critici poi, Matteo Orfini, che da mesi contesta l’asse del Pd con il Movimento 5 stelle. “I progressisti italiani ed europei stanno con Macron, non nel mezzo”, ha detto all’agenzia Adnkronos. “Non possono esserci tentennamenti se si vuole stare nel campo progressista. Viene da pensare allora che quell’adesione non sia così convinta. Conte ha detto che il M5s è parte del campo progressista e quello italiano ed europeo non ha alcun dubbio che si debba auspicare vittoria Macron. Spero che lui e gli altri leader del M5s trovino il modo di correggere”.

Per i vertici M5s ha parlato la vicepresidente Alessandra Todde. Che intervenendo a margine di un evento al Maxxi ha cercato di chiarire la posizione M5s: “Come ha detto e ribadito Conte siamo distantissimi da Le Pen, non esiste ambiguità nel M5s, siamo stati chiari. Va detto però che lei pone dei temi che sono importanti come il tema della perdita del potere d’acquisto. Non mi piace mettere bocca sulle dinamiche elettorali di un altro Paese europeo, non mi piace dividere l’elettorato come fosse una tifoseria e non mi piace demonizzare nessuno, è chiaro che se fossi francese voterei Macron perché sono troppo distante da Le Pen”.

A chiedere un intervento di Enrico Letta è stato invece l’ex dem Carlo Calenda: “Enrico Letta comprendi che il tuo alleato Giuseppe Conte è equidistante da Le Pen e Macron mentre tu sostieni che una vittoria della Le Pen sarebbe una vittoria di Putin? Come fate ad andare avanti insieme con queste differenze sui valori di fondo di una democrazia liberale?”. E il leader d’Azione continua: “Stessa domanda potrei farla a Berlusconi sulle posizioni di Matteo Salvini. La verità è che siete rimasti intrappolati in questo bipopulismo che porterà entrambi i poli a non riuscire a governare. Starete insieme il tempo di una campagna elettorale e poi ripiomberemo nel caos. Come fanno i riformisti dei due schieramenti a rimanere in silenzio davanti a questo disastro annunciato?”.