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Hong Kong travolta dalla quinta ondata di Covid: obbligo di 3 tamponi per tutti i residenti

Il sistema sanitario locale è in crisi: ci sono pazienti costretti ad aspettare nei parcheggi degli ospedali. Oltre ai tamponi, i residenti dovranno sottoporsi anche ad altri test antigenici, ogni giorno, nelle proprie abitazioni. Approvato un pacchetto di aiuti da 19,2 miliardi di euro per far fronte alla grave crisi economica e sociale

Mentre l’Europa procede verso un graduale ritorno alla normalità, Hong Kong sta fronteggiando la quinta ondata di Covid, dovuta alla variante Omicron. È la peggiore che si trova ad affrontare dall’inizio della pandemia: lunedì il record di +7.533 contagi e 13 morti, tra cui una bambina di appena 11 mesi. Al momento, Hong Kong viaggia sui 5mila casi giornalieri, un numero enorme considerando che, dall’inizio della pandemia fino allo scorso dicembre, aveva registrato in totale solamente 12mila positivi e 200 decessi.

La governatrice Carrie Lam ha annunciato che a partire dal mese di marzo ognuno dei 7,5 milioni di residenti dovrà sottoporsi a tre cicli di tamponi obbligatori. Il governo ha annunciato che i tamponi saranno distribuiti su un certo numero di giorni e che ogni residente dovrà contemporaneamente sottoporsi anche ad altri test antigenici rapidi, ogni giorno, nella propria abitazione. Secondo i calcoli del governo, Hong Kong eseguirà fino ad un milione di test ogni giorno da marzo.

Il responsabile delle Finanze di Hong Kong ha presentato un pacchetto di aiuti da 170 miliardi di dollari locali – che equivalgono a 19,2 miliardi di euro, che prevede agevolazioni fiscali e per i consumi, per far fronte alla grave crisi economica e sociale che la pandemia che sta determinando. Il sistema sanitario infatti è in crisi: ci sono pazienti contagiati costretti ad aspettare nei parcheggi degli ospedali, fuori dal pronto soccorso, con letti improvvisati.

Carrie Lam ha ribadito che il governo continuerà a isolare tutti i positivi al Covid, compresi gli asintomatici, in strutture temporanee che il governo sta predisponendo con l’aiuto delle autorità di Pechino. La scorsa settimana le autorità della Cina continentale avevano inviato epidemiologi, operatori sanitari e altre risorse mediche sull’isola per dare supporto a Hong Kong nel contenimento dell’epidemia.

Per quanto riguarda le altre restrizioni, le scuole e altre attività commerciali – palestre, bar e saloni di bellezza – continueranno a restare chiusi fino alla fine del mese di aprile. Saranno anche vietati fino al 20 aprile i voli provenienti da 9 nazioni, tra cui Gran Bretagna e Stati Uniti.