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Fabio Testi e la puzza “insopportabile che attanaglia la gola e dà il vomito”: l’azienda che produce concimi da deiezioni avicole lo querela

È notizia delle ultime ore che Italpollina ha querelato l’attore veneto per diffamazione aggravata e procurato allarme. Testi, ha accusato Italpollina di veicolare il Covid. Già perché l’uomo sostiene di non poter arieggiare la sua fattoria e la sua casa a dovere per scacciare il virus in quanto ad ogni apertura di finestra entra la “puzza”

La puzza insopportabile, Fabio Testi e le denunce in tribunale. È notizia delle ultime ore che Italpollina ha querelato l’attore veneto per diffamazione aggravata e procurato allarme. Quello che è successo nelle ultime settimane, mesi e anni in un lembo del territorio vicino al lago di Garda riguarda il sempiterno problema dell’inquinamento ambientale. Facciamo una premessa. Testi, 80 anni, ritiratosi da tempo a coltivare la terra in un podere di famiglia ha avuto la sfortuna di confinare con i terreni di proprietà di Italpollina, azienda leader nella produzione di concimi da deiezioni avicole, che ha sede tra i comuni nel veronese di Rivoli, Caprino, Costermanno e Affi. Insomma, il povero Testi e centinaia di altri cittadini della zona inalano la “puzza” proveniente dagli stabilimenti di Italpollina da parecchio tempo e quindi hanno raccolto firme, depositato esposti, rese pubbliche dichiarazioni verso quello che ritengono un sopruso inaccettabile. Parliamo di manifestazioni che hanno visto uniti sindaci, cittadini e associazioni ambientaliste come non capita spesso in Italia.

Ora, Testi è sempre stato in prima fila nel protestare, anzi in alcuni casi, come riporta il Corriere, ha fatto dichiarazioni come: “L’azienda usa metodi mafiosi”, “le emissioni inquinanti causano tumori”, “gli odori veicolano la circolazione del Covid”. Prese di posizione piuttosto ardite che ovviamente hanno spinto i legali di Italpollina alla denuncia. “Le proteste sono legittime”, hanno spiegato dall’azienda, “ma toni e modi non possono superare i limiti della decenza”. Italpollina, insomma, sostiene che oltre ad aver lavorato in regola e in collaborazione con le istituzioni del territorio non ha nulla di cui essere accusata. Testi invece sembra come ulteriormente ringalluzzito dalla possibilità di avere un contenzioso in tribunale: “Sono felicissimo di andare davanti a un giudice per raccontare quello che sta succedendo qui da 40 anni”, ha dichiarato. Testi inoltre sostiene che Italpollina prima gli avrebbe impedito di parlare, ma che lui non può stare zitto di fronte a tutto quello che subisce da anni. In primis la puzza. Una roba “insopportabile che attanaglia la gola e dà il vomito”, spiega l’interprete de Il Giardino de i Finzi Contini. Per questo, tra l’altro, Testi, ha accusato Italpollina di veicolare il Covid. Già perché l’uomo sostiene di non poter arieggiare la sua fattoria e la sua casa a dovere per scacciare il virus in quanto ad ogni apertura di finestra entra la “puzza”.