Calcio

Serie A, le nuove regole della Lega: “Con 13 giocatori a disposizione si gioca. Altrimenti 0-3 a tavolino”. Già cancellate 4 partite

Il chiarimento della Lega ha come principale obiettivo non solo quello di garantire il regolare svolgimento della competizione, ma anche di limitare al massimo i conflitti di responsabilità tra le autorità del calcio e le Asl locali. Intanto, però, la ripartenza della prima giornata di ritorno inizia con già quattro partite che sicuramente non saranno disputate e con altre che, in condizioni simili, vedranno invece le squadre scendere in campo

Bastano 13 giocatori, tra cui almeno un portiere, per scendere in campo. La Lega Serie A cerca di fare chiarezza e dare regole comuni per il proseguimento del campionato e lo fa con una nota firmata dal presidente Paolo Dal Pino in cui si precisa: “Qualora uno o più calciatori dello stesso club risultassero positivi, la gara sarà disputata, secondo il calendario di ciascuna competizione, purché il club in questione abbia almeno 13 calciatori (di cui almeno un portiere) tra quelli iscritti nelle rose della prima squadra e della Primavera nati entro il 31 dicembre 2003″ negativi. Solo “qualora il club non disponga del numero minimo di calciatori, la Lega delibererà di conseguenza”. Chi, nonostante sia “in grado di disporre del suddetto numero minimo di calciatori”, non si presenti in campo subirà lo 0-3 a tavolino.

Il chiarimento della Lega ha come principale obiettivo non solo quello di garantire il regolare svolgimento della competizione, ma anche di limitare al massimo i conflitti di responsabilità tra le autorità del calcio, che in caso di mancata presentazione di una squadra prevedono lo 0-3 a tavolino, e le Asl locali. Un conflitto non totalmente risolto, nella speranza però che i club si adeguino alle linee guida della Serie A senza che le Asl emettano disposizioni contrastanti.

Anche per evitare ciò a cui si sta assistendo in questi giorni. Intanto, la ripartenza della prima giornata di ritorno inizia con già quattro partite che sicuramente non saranno disputate e con altre che, in condizioni simili, vedranno invece le squadre scendere in campo. Ad essere già saltate sono Venezia-Salernitana, Fiorentina-Udinese, Atalanta-Torino e Bologna-Inter. Ma è caos anche su altri match, uno su tutti Juventus-Napoli, che già l’anno scorso aveva creato non poche polemiche. I partenopei, privi di Meret, Mario Rui, Osimhen, Malcuit e Lozano, non sono stati fermati dalla Asl 1 Centro di Napoli che ha dato il via libera alla trasferta. Al club è stato ribadito che il gruppo squadra “dovrà attenersi scrupolosamente al massimo rispetto delle norme di contenimento e riduzione del rischio”. Successivamente però l’Asl Napoli 2 Nord ha disposto la quarantena a domicilio per sette calciatori del Napoli residenti in Comuni di propria competenza. Anche Rrahmani, Zielinski e Lobotka, che sono partiti regolarmente per Torino, dovranno restare quindi in quarantena in hotel. I tre hanno avuto contatti stretti con positivi e, pur vaccinati, non si sono sottoposti alla terza dose e hanno ricevuto la seconda vaccinazione da più di 120 giorni.

L’accordo definitivo tra le istituzioni e il mondo del calcio potrebbe arrivare il 12 gennaio, quando, come annunciato dal ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, si punta a trovare “un’intesa tra le Regioni e la Lega Serie A per stabilire una regolamentazione uniforme, con criteri precisi, in merito alla disputa delle partite e al prosieguo del nostro massimo campionato di calcio nonostante la recrudescenza della pandemia. Anche negli ultimi giorni abbiamo avuto diverse decisioni e diverse interpretazioni di situazioni apparentemente analoghe, con le Asl spesso contrapposte alla Lega Serie A. Per questo è in atto un approfondimento ed il tema verrà trattato mercoledì 12 gennaio durante una Conferenza Stato-Regioni convocata ad hoc, alla quale parteciperanno anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il sottosegretario con delega allo Sport, Valentina Vezzali. Il nostro comune interesse è quello di garantire la regolarità del campionato, la sicurezza per i giocatori e per gli appassionati, e tutto il comparto economico legato al mondo del calcio”.