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Effetto Omicron, quasi 6mila voli cancellati nel week end di Natale e ritardi in tutto il mondo: “Molti piloti e assistenti sono in quarantena”

Quasi 6mila voli sono stati cancellati dalle compagnie aeree mentre altre migliaia hanno subito ritardi in tutto il mondo durante il fine settimana di Natale, effetto della variante Omicron. Secondo il sito Flightaware, il 25 dicembre ci sono stati più di 2.650 voli cancellati, di cui 940 legati agli Stati Uniti. Oltre 6.350 invece i voli ritardati. il giorno della vigilia 24 sono state tracciate circa 2.400 cancellazioni secondo la stessa fonte. Migliaia di piloti, assistenti di volo e altri membri dello staff sono dovuti andare in quarantena dopo essere stati esposti al Covid, che ha costretto Lufthansa, Delta e United Airlines tra gli altri a cancellare molti voli.

Secondo Flightaware, United Airlines ha dovuto annullare circa 439 voli venerdì e sabato, il 10% di quelli programmati. “Il picco di casi di Omicron in tutto il Paese questa settimana ha avuto un impatto diretto sui nostri equipaggi e sulle persone che gestiscono le operazioni”, ha affermato la compagnia statunitense, aggiungendo che sta lavorando per trovare soluzioni per i passeggeri colpiti. Anche Delta Airlines ha cancellato più di 300 voli sabato e 170 il giorno prima, sempre secondo Flightaware, citando sia Omicron che condizioni meteorologiche avverse. Sono stati cancellati anche più di dieci voli di Alaska Airlines, i cui dipendenti hanno dichiarato di essere stati “esposti al virus” e di doversi autoisolare. A essere responsabili del maggior numero di cancellazioni sono comunque le compagnie aeree cinesi: China Eastern ha tagliato circa 540 voli, più di un quarto di quelli programmati, mentre Air China ne ha cancellato 267, quasi un quarto del totale. Cancellazioni e ritardi stanno infliggendo un duro colpo alla voglia di tornare a viaggiare quest’anno per le vacanze, dopo un Natale 2020 duramente colpito dalla pandemia. Secondo le stime dell’American Automobile Association, più di 109 milioni di americani avrebbero dovuto viaggiare in aereo, treno o auto tra il 23 dicembre e il 2 gennaio, un aumento del 34% rispetto all’anno scorso