Cronaca

Covid, l’effetto del vaccino nel confronto con il 2020: tra l’1 ottobre e Natale 30mila morti in meno e 15mila posti letto in più liberi

Il confronto tra quanto è avvenuto tra l'1 ottobre 2020 e il 25 dicembre dello scorso anno rispetto agli ultimi 3 mesi chiarisce, meglio di qualsiasi discorso sull'efficacia dei vaccini, quanto la somministrazione di massa dei composti autorizzati abbia cambiato la prospettiva della lotta alla pandemia. Ecco tutti i dati

Da coprifuoco e zone rosse a prescrizioni minime, con impatto prossimo allo zero sulla quotidianità. Era un anno fa, il Natale con al massimo due invitati a tavola e le strade deserte dopo le 22. Gli stadi vuoti e la grande paura di dover ripiombare in un altro lockdown duro. Ogni giorno se ne andavano quattrocento tra nonni, genitori e zii. Adesso i ristoranti sono aperti e chi si è vaccinato può sedersi in dodici, uno accanto all’altro, amici e colleghi. Sconsigliabile con la grande cavalcata della variante Omicron, ma comunque possibile con le dovute accortezze. Resta la prudenza e bisogna ancora fare attenzione, eppure in un anno, da un punto di vista del rischio di ritrovarsi in un letto di ospedale, è cambiato molto. Purtroppo ancora non tutto. È diverso soprattutto per chi si è vaccinato e lo dimostrano i numeri, incontrovertibili.

La situazione di 15 mesi fa – Il confronto tra quanto è avvenuto tra l’1 ottobre 2020 e il 25 dicembre dello scorso anno rispetto agli ultimi 3 mesi chiarisce, meglio di qualsiasi discorso sull’efficacia dei vaccini, quanto la somministrazione di massa dei composti autorizzati abbia cambiato la prospettiva della lotta alla pandemia e concesso spazi di libertà che altrimenti, tra le varianti Delta prima e Omicron ora sarebbero stati impensabili. L’1 ottobre dello scorso anno i morti accertati di Covid-19 erano 35.918 da inizio pandemia, in ospedale si trovavano 3.097 contagiati con sintomi e altri 291 venivano assistiti in terapia intensiva.

I tre mesi della grande ondata – Poi l’arrivo dell’autunno, le temperature rigide e quindi i primi giorni d’inverno con la necessità di richiudere quasi tutto nel mezzo. In due mesi e 25 giorni vennero accertati 1.710.945 nuovi casi, i decessi furono 35.441 portando il totale a 71.359 da febbraio 2020, in ospedale si ritrovarono 23.402 persone in area medica e 2.584 in terapia intensiva. A conti fatti in poco meno di tre mesi i posti letto occupati erano aumentati di 20.305 nei reparti e di 2.293 nelle rianimazioni. E tutto questo nonostante le restrizioni pesantissime per tutta la popolazione.

Un anno dopo – Negli ultimi tre mesi i casi sono stati circa il 40% in meno, nonostante sia rimasto tutto aperto ovunque, sia notevolmente aumentata la capacità di testing e la variante Omicron abbia fatto schizzare le infezioni nelle ultime due settimane: dall’1 ottobre 2021 ad oggi sono stati 946.673 le positività accertate. Hanno un avuto un impatto sulle strutture sanitarie? Sì, ma notevolmente inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I posti letto occupati sono 8.885, ovvero 5.767 in più rispetto ai 3.118 dell’1 ottobre, e altri 1.071 ospitano un malato Covid in terapia intensiva, vale a dire 642 in più dei 429 di 88 giorni fa. Quante persone sono morte? Le perdite sono ancora gravi, ma decisamente ridotte rispetto a un anno fa: 5.557 decessi, da 130.973 totali dell’1 ottobre ai 136.530 del giorno di Natale. Tradotto: un settimo dello stesso periodo dello scorso anno.

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