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Covid, esperti Usa ai Cdc: “Privilegiare vaccini Pfizer e Moderna rispetto a Johnson&Johnson”

Il parere viene offerto in relazione al fatto che quest’ultimo offre meno protezioni e più rischi, in particolare le rare ma potenzialmente fatali trombosi. Negli Usa finora sono stati registrati nove casi mortali. I Cdc ora devono prendere la decisione finale, dopo questo consiglio non vincolante

Un gruppo di esperti che fornisce pareri tecnici ai Centers for Disease Control and Prevention (I centri per il controllo e la prevenzione della malattie in Usa) ha raccomandato all’unanimità di privilegiare i vaccini a Rna messaggero Pfizer-Biontech e Moderna rispetto a quello prodotto dalla Janssen (Johnson &Johnson) in relazione al fatto che quest’ultimo offre meno protezioni e più rischi, in particolare le rare ma potenzialmente fatali trombosi. Negli Usa finora sono stati registrati nove casi mortali. I Cdc ora devono prendere la decisione finale, dopo questo consiglio non vincolante.

A inizio questa settimana, secondo quanto riporta il New York Times, la Food and Drug Administration aveva pubblicato una guida aggiornata sui rischi del disturbo della coagulazione del sangue affermando ancora una volta che i benefici del vaccino superano i suoi rischi. Alla base del parere i 3,8 casi per milione di persone considerato più alto di quanto si pensasse in precedenza. Di tutti i destinatari del composto a vettore virale, la stessa tecnica usata per lo sviluppo del vaccino Astrazeneca, 36 sono stati ricoverati in terapia intensiva con la degenza ospedaliera più lunga è stata di 132 giorni. I due vaccini a vettore virale non sono più usati in Italia e in diversi paesi europei che avevano comunque fissato soglie – tra i 55 e i 65 anni – sotto le quali i composti non venivano somministrate.

Intanto solo ieri l’Agenzia europea del farmaco – che aveva autorizzato l’uso di entrambi i vaccini per gli over 18 – aveva concluso che una dose booster del vaccino anti-Covid di Johnson&Johnson può essere presa in considerazione, almeno 2 mesi dopo la prima, nelle persone di età pari o superiore a 18 anni. “Il rischio di trombosi in combinazione con trombocitopenia (Tts) o altri effetti collaterali molto rari dopo un richiamo non è noto e viene attentamente monitorato” ha comunicato l’ente regolatorio Ue nella nota in cui spiega i contenuti della raccomandazione. Come succede per tutti i medicinali, l’Ema assicura che continuerà “a esaminare tutti i dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino Janssen”.