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“Ciao Povery”, “Solo per chi ha domestici”. I cartelloni dell’agenzia immobiliare fanno infuriare i social: “Ciao stronzy”

La difesa dell’agenzia: “Non abbiamo fatto una campagna offensiva, Non cerchiamo i ricchi. Cerchiamo solo chi vuole vendere o comprare case di pregio in centro a Roma e che è abituato ad avere domestici. Ma non è obbligatorio”. Certo che non lo è. Se vai sul sito dell’agenzia trovi case da 5 milioni e mezzo. Non è obbligatorio comprarle...

I cartelloni pubblicitari che stanno invadendo la capitale hanno il fondo dorato. E sopra a caratteri cubitali queste scritte: “Ciao Povery”, “Solo per chi ha domestici”, “Per diventare di Roma Nord”. Firmato Luxury Esclusive, un’agenzia che tratta immobili di lusso. Non c’è il rischio che un passante non legga. Neppure se ha seri problemi di miopia e ha dimenticato gli occhiali.

Una campagna pubblicitaria perseguita anche sui social. Basta vedere sul profilo Instagram dell’agenzia lo slogan che accomuna queste tre immagini: “Quando la riccanza chiama Lex risponde”. E giù una carrellata di fotografie patinate, dove predominano il nero e l’oro. Una gallery che parte dalla classica stretta di mano (maschile) in primo piano e arriva all’elegante uomo d’affari in riunione. Ci fa spiare dentro i saloni di appartamenti da top manager e infine deliziare con il fritto misto di pesce su una terrazza italiana vista mare. Sono pochi e precisi gli stereotipi dello status di “riccanza”. Tutti uguali e non molto creativi. Ricordano quegli scatti da acquistare nei cataloghi delle agenzie fotografiche degli anni ’80. Per utilizzo pubblicitario o promozionale. Ma il mondo della rete non lascia passare l’affronto. Oggi, in epoca pandemica, fa infuriare ancora di più.

“Va fatto un cartello (legale) identico di fronte alla loro agenzia, con scritto Ciao Stronzy e pubblicata la foto su Facebook. cosi inizia una vera info war che mira all’egemonia digitale”, scrive una donna molto irritata. Un’altra signora è sarcastica: “All’inizio ho pensato a uno scherzo, a una parodia. E invece no. La lotta di classe dall’alto continua, sempre più disinvolta, disinibita, sprezzante. Sono i giorni in cui Roma Nord è il Vietnam. In cui un principe invita a lasciare il lavoro che non dà gioia”. E conclude, facendo riferimento alla Rivoluzione Francese: “I tempi sembrano quelli del ‘mangino brioches’ senza che nessuno tema il ritorno della ghigliottina”.

Ma c’è anche chi lancia un’analisi di marketing. “Non mirano al quartiere, mirano a sfondare sui social con il nostro aiuto. Con quattro spicci mirano a diventare nazionali”. Fra i commentatori c’è chi sorride: “A me ha fatto ridere. È un po’ Monty Python e un po’ Mel Brooks”.

Il più realista contrappone una vicenda di cronaca: “Ieri sera, nella Roma di Ciao Povery e degli appartamenti Luxury Exclusive solo per chi ha i domestici, un senzatetto di 27 anni è morto di freddo per strada, a pochi passi da Termini”. Ma a scorrere fra i commenti Twitter si nota anche chi evoca l’invidia sociale da parte di chi si sdegna. La difesa dell’agenzia: “Non abbiamo fatto una campagna offensiva, Non cerchiamo i ricchi. Cerchiamo solo chi vuole vendere o comprare case di pregio in centro a Roma e che è abituato ad avere domestici. Ma non è obbligatorio”. Certo che non lo è. Se vai sul sito dell’agenzia trovi case da 5 milioni e mezzo. Non è obbligatorio comprarle. Possiamo spendere i nostri milioni anche in altro modo. Del resto, sempre sul sito, ci sono anche case da 3 o 400 mila euro. Per i Povery? Nemmeno.

“E’ chiaramente ironico – aggiunge l’agenzia – altrimenti Povery sarebbe scritto giusto”. Ma intanto l’assessore all’Ambiente e al Decoro del II Municipio della città, Rino Fabiano, chiede la rimozione immediata dei manifesti, giudicandoli oltraggiosi e immorali. “Siamo in piena pandemia, siamo in piena emergenza freddo e decine di sfratti sono in esecuzione anche e soprattutto per effetto della la crisi in atto – puntualizza – Tutti i giorni riceviamo richieste di aiuto da parte di persone che con fatica sopravvivo in strada di stenti proprio perché una casa non ce l’hanno”. E la pagina Facebook dell’agenzia? Sparita. Non c’è più traccia.