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Julian Assange, il padre John Shipton: “Fiducia nel processo di appello ma preoccupati per eventuale intervento americano”

Il genitore del fondatore di Wikileaks ha parlato durante un incontro con gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle. Negli Usa rischia una una condanna di 175 anni

Julian Assange è fiducioso che il processo di appello che si sta celebrando a Londra contro la decisione che ha negato la sua estradizione negli Stati Uniti possa arrivare entro le prossime due settimane. Lo ha rivelato John Shipton, padre dello stesso Assange durante un incontro con gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin, Mario Furore, Chiara Gemma e Dino Giarrusso. “John Shipton ha aggiunto inoltre che, qualora dovesse arrivare un verdetto favorevole, l’estradizione di suo figlio verso l’Australia sarà molto probabile. In questa eventualità, tuttavia, Julian Assange ha rivelato di essere molto preoccupato di un eventuale intervento delle autorità americane durante uno scalo a Dubai o Singapore. Negli Usa il fondatore di Wikileaks rischia il carcere a vita. Siamo fermamente convinti che Julian Assange sia vittima di una grande e grave ingiustizia. La sua sola colpa è quella di aver difeso strenuamente la libertà di stampa e i principi di trasparenza della cosa pubblica. Non si può processare la verità. A Julian e ai suoi familiari va la nostra solidarietà”, così Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, al termine dell’incontro.

Assange da due anni e mezzo si trova nella prigione di massima sicurezza di Londra. A fine ottobre si è aperto il processo di appello per decidere se verrà estradato negli Stati Uniti, dove rischia una condanna a 175 anni da scontare. Potrebbe scontarli nel carcere americano più estremo: l’ADX Florence, in Colorado.