Diritti

È morto Gianni Rufini, grande esperto di questioni umanitarie e direttore di Amnesty Italia: una vita dedicata alla cooperazione

Nel corso della sua lunga carriera, ha svolto attività umanitaria in Africa, Medio Oriente, Asia, Balcani e America Latina. Dal 1997 al 2001 era stato direttore del coordinamento europeo delle ong umanitarie Voice oltre a far parte dei team di diverse agenzie delle Nazioni Unite. A lui si deve anche una grande attività di formazione di nuovi cooperanti che hanno svolto importanti attività umanitarie a livello internazionale

Era uno dei massimi esperti di questioni umanitarie in Italia e anche per questo, da otto anni, dirigeva la sezione italiana di Amnesty International. Oggi, dopo l’ictus che lo aveva colpito a gennaio e che aveva compromesso le sue condizioni di salute, è scomparso Gianni Rufini, direttore generale dell’ufficio romano dell’organizzazione. Ad annunciarlo è stato il presidente Emanuele Russo ricordando come per tutti gli operatori fosse “la persona che, entrata in un momento di forte difficoltà per la nostra organizzazione, ci ha fatto uscire dal guado e permesso di ritornare a pensare in grande. Lavorare con lui è stato un onore, non solo per la costante spinta a crescere e innovarsi che da sempre ha caratterizzato il suo carisma, ma anche perché, con la sua eccezionale esperienza sui diritti umani, ci ha permesso di diventare migliori. Oggi riceviamo in eredità un movimento più grande, più forte e più combattivo, parola che lui amava molto. È con gratitudine e grande dolore che, oggi, lo salutiamo”.

Nel corso della sua lunga carriera, Rufini ha svolto attività umanitaria in Africa, Medio Oriente, Asia, Balcani e America Latina. Dal 1997 al 2001 era stato direttore del coordinamento europeo delle ong umanitarie Voice oltre a far parte dei team di diverse agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali. È stato direttore di ricerca per il CeSPI e coordinatore di corsi presso l’Ispi. Ha insegnato in numerose università italiane e internazionali ed è stato autore di varie pubblicazioni.

Il suo ultimo grande impegno era stata l’assunzione della direzione di Amnesty Italia ed è stato il primo, assieme a Francesco Petrelli e a Riccardo Noury, a promuovere, a metà degli Anni 90, un incontro tra le organizzazioni umanitarie e il mondo militare, organizzando dei corsi sui diritti umani e per un miglior approccio con le popolazioni locali, per il personale della Difesa italiana in procinto di partire per le missioni. A lui si deve anche una grande attività di formazione di nuovi cooperanti che hanno svolto importanti attività umanitarie a livello internazionale e in numerose organizzazioni non governative.