Cronaca

Ferrara, sospeso dal servizio il preside che ha paragonato il green pass ad Auschwitz. Fiano (Pd): “Battaglie che vale sempre la pena fare”

Il dirigente dell’istituto comprensivo Perlasca di Ferrara aveva condiviso un fotomontaggio con la scritta ai cancelli di Auschwitz modificata in "Il Green pass rende liberi", attirandosi le censure di 22 colleghi e l'associazione presidi dell'Emilia-Romagna. In un'intervista si è giustificato: "Allora c'erano le stesse discriminazioni"

Il ministero dell’Istruzione ha sospeso dal servizio – e sottoposto a procedimento discplinare – Stefano Gargioni, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Perlasca di Ferrara che nei giorni scorsi ha condiviso su Facebook un post – poi rimosso – in cui associava il green pass all’Olocausto, attraverso un fotomontaggio con la scritta ai cancelli di Auschwitz modificata in “Il Green pass rende liberi”. Lui stesso, nelle scorse settimane, aveva consentito l’accesso alle quattro scuole dell’istituto senza il controllo del pass, nonostante l’obbligo di legge: una scelta poi revocata dopo il richiamo da parte dell’Ufficio scolastico provinciale. E lo scorso anno, andando contro la normativa nazionale, aveva emanato una circolare in cui sosteneva che non fosse obbligatorio per gli studenti indossare la mascherina al banco. “Ci sono battaglie che vale sempre la pena fare. Sia benedetto il ricordo di coloro che furono gasati in quel campo”, è il commento di Emanuele Fiano, il deputato dem che insieme al collega Luca Rizzo Nervo aveva annunciato un’interrogazione al governo per chiedere di rimuovere Gargioni dall’insegnamento.

Già lunedì, contro il collega avevano preso posizione 22 dirigenti scolastici di tutta la provincia di Ferrara e l’Associazione presidi dell’Emilia-Romagna, condannando “la provocazione volgare e offensiva di Gargioni, con un’immagine che fatichiamo persino a descrivere. Approssimazione scientifica, falsificazione storica e desiderio di protagonismo – scrivevano – hanno portato Gargioni a postare fotomontaggi pesantemente offensivi, lesivi della memoria di una tragedia come quella dei campi di sterminio”. Ma al Resto del Carlino, reiterando il paragone, Gargioni sosteneva che il nazismo fosse stato “un periodo storico il cui preludio è stato caratterizzato dalle discriminazioni. Esattamente le discriminazioni che stiamo vivendo ora. Con queste nuove regole, chi non è dotato di certificato vaccinale, è estromesso da qualsivoglia attività che implichi la socialità”, lamentava.