Attualità

Veronica Gentili: “Le donne al centro di Buoni o Cattivi tra revenge porn e body shaming. Parità dei sessi? La politica è indietro”

Violenza sulle donne, femminicidi ma anche revenge porn e body shaming. “Rosa Sangue” è il tema del secondo appuntamento di “Buoni o Cattivi”, condotto da Veronica Gentili

Questa sera in prima serata su Italia Uno, la seconda puntata di “Buoni o Cattivi”, il programma di Videonews condotto da Veronica Gentili. Nella seconda puntata, dal titolo Rosa Sangue, ci si concentra sulla violenza sulle donne, sui femminicidi che continuano ad essere una piaga sociale, in continua crescita, che colpisce il nostro Paese, da nord a sud, e che miete vittime senza distinzioni di classe, di reddito, di cultura o di età.

“Buoni o cattivi nasce attorno ai reportage e ai racconti di storie vere.– ci racconta Veronica Gentili – Sono spaccati attraverso i quali si raccontano la realtà divisa tra ‘il buono’ e ‘il cattivo’ sulla base di tematiche estreme dai limiti della violenza di genere alla strada, dalla città di Napoli alle baby gang. In questo scenario si inserisce l’intervista ad un personaggio noto che è intersecato al racconto della vicenda e che offre un punto di vista altro sul tema. Nella prima puntata abbiamo avuto Emis Killa che ci ha raccontato della violenza su strada, della dominanza sugli altri da parte di baby gang, nella puntata di stasera ci sarà Diletta Leotta sul tema della violenza di genere femminile e del revenge porn che lei stessa ha vissuto sulla sua pelle. Parleremo del caso delle sue foto private circolate sul web e al tentativo di gestire la vicenda che ne è scaturita del body shaming, come ad esempio, le accuse di essere ricorsa alla chirurgia estetica o l’interesse morboso sulla sua vita sentimentale. Anche queste sono forme di violenza meno evidenti, forse, rispetto a quelle più ortodosse come il femminicidio che racconteremo con diversi reportage”.

L’intervista a Emis Killa è stata molto apprezzata non hai mai pensato a condurre un talk leggero del weekend?L’intervista è una formula che amo molto e che si declina diversamente se si pensa ad un politico rispetto ad un personaggio dello spettacolo. A un ministro o al presidente consiglio bisogna rapportarsi con il giusto distacco anche per far sì che non si sentano troppo ‘comodi’ con le domande, come è giusto sia. Sarebbe un errore e una anomalia metterli a proprio agio. In questo caso si vuol tirare fuori la notizia e mettere in politico di fronte alle proprie contraddizioni. L’intervista, invece, ad un personaggio dello spettacolo è basato sull’ascolto, sulla fiducia che si instaura, l’importanza di mettere l’ospite a proprio agio… Una formula molto affine a quella che sono io: una grande ascoltatrice. Mi piace più ascoltare che raccontare.

Nel mondo del giornalismo, ma in generale, la donna deve lavorare il triplo di un uomo per essere credibile ed “accettata”?
Se mi poni questa domanda e se, in generale, se ne parla significa che sicuramente un problema c’è. Per ognuno di noi è mortificante e credo che faccia parte del substrato culturale oltre che essere un dato di fatto. La politica è maschile e lo stato per tanto tempo, salvo eccezioni, e ancora oggi il problema sulla rappresentanza femminile si pone ed è grottesco.

Stasera Italia, Controcorrente, Buoni o Cattivi, probabilmente un altro programma alla domenica. Grandi soddisfazioni ma zero vacanze…
(Ride, ndr) Non nego che ogni tanto questa estate davo una sbirciatina su Instagram e ho provato un po’ di sofferenza. Ma sono felice di lavorare a progetti così belli con i risultati che arrivano. Avessi un paio di giorni però fuggirei in Toscana, se avessi qualche giorno in più andrei nella mia amata Stromboli.