Cronaca

Covid, sequestrate 1,3 milioni di mascherine importate dalla Cina dall’azienda di Irene Pivetti: valgono 3,2 milioni di euro

I dispositivi erano originariamente destinati alla Protezione civile e all’Ente di supporto tecnico amministrativo per la Regione Toscana (Estar). Ma sono risultate, come spiega il decreto di sequestro, “significativamente diverse da quelle pattuite in particolare per qualità, in quanto hanno un potere filtrante inferiore rispetto allo standard promesso, e non possono neppure essere commercializzate in assenza di adeguata certificazione”

Ancora un sequestro ai danni della Only Italia Logistics della ex presidente della Camera Irene Pivetti, indagata per frode nelle pubbliche forniture ed evasione di dazi doganali e Iva. Questa volta l’operazione della Guardia di finanza su delega della Procura di Busto Arsizio ha riguardato oltre 1,3 milioni di mascherine di provenienza cinese per un valore complessivo di 3,2 milioni di euro. Dispositivi originariamente destinati in parte alla Protezione civile e in parte all’Ente di supporto tecnico amministrativo per la Regione Toscana (Estar). Ma che sono risultate, come spiega il decreto di sequestro, “significativamente diverse da quelle pattuite in particolare per qualità, in quanto hanno un potere filtrante inferiore rispetto allo standard promesso, e non possono neppure essere commercializzate in assenza di adeguata certificazione”.

Il sequestro odierno, avvenuto in alcuni magazzini in Lombardia e in un magazzino in provincia di Pisa, è uno sviluppo dell’indagine che la procura di Savona aveva avviato l’anno scorso in piena prima ondata di Covid dopo il sequestro di una fornitura di mascherine in una farmacia della città ligure. Andando a ritroso nella filiera di distribuzione gli inquirenti erano risaliti alla Only Italia Logistic della Pivetti, che già un anno fa ha subito più di un sequestro preventivo di merce. Oltre al successivo sequestro, disposto dalla procura di Busto Arsizio, cui nel frattempo erano stati trasferiti gli atti per competenza, di 1,2 milioni di euro. Una vicenda cui si aggiunge anche l’indagine per riciclaggio su altre operazioni di import-export con la Cina condotta dalla Procura di Milano che nel giugno del 2020 ha inviato le Fiamme gialle a perquisire l’abitazione della Pivetti e la sede di alcune società a lei riconducibili.

Tornando al sequestro di oggi, scrive il gip: “Le mascherine in questione sono corpo del reato destinate ad essere confiscate e che potrebbero essere commercializzate o immesse sul mercato con le gravi conseguenze che si possono immaginare, attesa l’inidoneità delle stesse a garantire un’adeguata protezione a chi le indossi”.

Come detto, una parte delle mascherine era destinata alla Protezione Civile, in virtù di un ordine sottoscritto nel marzo del 2020 per 10 milioni di ffp2 senza valvola per un totale di 23 milioni di euro Iva esclusa. Di queste, Only Italia Logistics ne consegnò meno di 500mila, anche perché in seguito alle verifiche del Cts e dell’Inail le mascherine importate furono giudicate inadeguate all’immissione in commercio. L’ordine di Estar riguardava invece 150mila pezzi per un valore di 547mila euro Iva esclusa e anche in questo caso le mascherine erano risultate prive delle certificazioni e dei requisiti di sicurezza per essere utilizzate in Italia.

Oltre che al reato di frode nelle pubbliche forniture, a Pivetti viene contestata anche l’evasione di dazi doganali e Iva. Sotto emergenza, la Commissione europea aveva deciso di esentare dal pagamento di Iva e dazi le mascherine destinate a enti pubblici che fossero distribuite gratuitamente ai cittadini. Un’esenzione che Pivetti chiese per tutti i lotti importati dalla Cina, benché una parte fosse destinata a essere venduta a privati. “La Only Italia Logistics a mezzo di autocertificazioni parzialmente mendaci sottoscritte da Pivetti Irene – si legge nel decreto di sequestro – attestava di aver diritto all’esenzione con riferimento alla totalità delle importazioni di Dpi operate in data 30 e 31 marzo 2020, omettendo quindi il versamento dei dazi e dell’Iva dovuti sulla parte delle stesse destinate a soggetti privati”. Per un’evasione stimata dalla Guardia di finanza in 239mila euro di dazi e 876mila di Iva.